Finalmente Ederson

Finalmente Ederson

La saudade l’abbiamo provata noi. Ma quando torna Ederson? Ma quando giocherà? La stella si è riaccesa. Prepara il samba: finte, veroniche, dribbling, tiri, diavolerie tecniche di ogni tipo. Bentornato, Ederson. La Lazio ti aspettava, sperava nel tuo ritorno. Cinque anni di corteggiamento e poi, quando il matrimonio s’era finalmente…

La  saudade l’abbiamo provata noi. Ma quando torna Ederson? Ma quando giocherà? La stella si è riaccesa. Prepara il samba: finte, veroniche, dribbling, tiri, diavolerie tecniche di ogni tipo. Bentornato, Ederson. La Lazio ti aspettava, sperava nel tuo ritorno. Cinque anni di corteggiamento e poi, quando il matrimonio s’era finalmente consumato, è arrivato quell’infortunio al ginocchio destro. Fu fatale un colpo fortuito di Hernanes, un contrasto in allenamento durante il ritiro di Auronzo. Ederson finì a terra e lasciò il campo zoppicando. Oggi, due mesi dopo, rieccolo. E’ uscito dal tunnel, si è rialzato ancora una volta, sa cosa significa soffrire, sa come riprendersi. Ci ha messo l’anima per rigenerarsi tutte le volte che è caduto al tappeto:  La Lazio si gode il recupero del brasiliano. Ora è pronto e sogna l’esordio ufficiale più potente di un uomo rimane però la sua forza di volontà» , è il suo motto, lo ripete sempre. Qualche allenamento per tonificare i muscoli, corse e scatti per riprendere confidenza col campo e un’amichevole organizzata per rilanciarlo nella mischia. Così è tornato.

IL TEST –  No, Ederson non è un fantasma. E’ vicino il suo esordio, stavolta sì, finalmente. E’ l’acquisto più annunciato, c’è attesa attorno al suo nome. Pronti, ripartenza, via: martedì pomeriggio ha iniziato il suo show personale contro l’Al Wakrah, la squadra araba che ha sfidato i biancocelesti nel test di inizio stettimana. E’ andato vicino al gol due volte e ha colpito un palo, vuole prendersi la Lazio. E’ partito in ritardo rispetto ai compagni, ha saltato tutte le amichevoli, ad Auronzo aveva fatto in tempo a giocare la prima contro la squadra locale. Poi lo stop, la botta al ginocchio destro, l’esclusione dai giochi. Ederson ha pazientato, ha lavorato per tornare più forte di prima, lo ha aiutato la fede, è religiosissimo. Non ha mai perso il sorriso, l’ostenta in ogni circostanza, è una sua caratteristica.

IL FUTURO –  Bianco e celeste, verde e oro, sono tutti i colori della sua vita. Ederson il laziale, l’italiano-brasiliano, fa fede il passaporto ottenuto a giugno. Sogna di vincere con la Lazio, sogna di tornare nel Brasile, di strappare un posto per i Mondiali 2014. Sta arrivando il suo momento, sfrutterà la sosta per entrare in forma e aspetterà le decisioni di Petkovic. La pausa volerà, alla ripresa i biancocelesti saranno attesi da un tour de force sfiancante. Prima la trasferta di Verona contro il Chievo, poi il blitz a Londra per affrontare il Tottenham, infine la gara casalinga contro il Genoa e così via seguendo un calendario fitto e impietoso. Ederson avrà spazio, dovrà farsi trovare pronto. Ci sarà posto prima o poi, le qualità per imporsi in vari ruoli non gli mancano.

IL PERSONAGGIO – Non dimentica il suo Brasile, ma sta amando l’Italia. Voleva giocare nella Lazio, voleva vivere a Roma, ha avverato i suoi desideri. Va matto per la cucina italiana, divorerebbe spaghetti ogni giorno. A Formello gli argentini hanno provato a conquistarlo con l’asado ben sapendo che Ederson va matto per il barbecue. Ieri a pranzo l’hanno fatto accomodare a tavola, gli hanno servito un bel piattone di carne argentina, il brasiliano non s’è tirato indietro. Corre Ederson, brucia il tempo, deve recuperare il terreno perso, le occasioni sfumate. Il suo calcio è gioia, allegria. Il suo calcio è fantasia, è talento. In una Lazio che gioca e diverte uno come lui ci sta benone. Sarà un’arma in più, una soluzione tecnico-tattica di valore.  «Lui è un campione» , così lo presentò Lotito alla stampa, alla gente, al mondo laziale. Rivendicò il suo acquisto, il nome di Ederson faceva parte delle famose promesse decantate nel mese di marzo. Il presidente crede in lui, s’innamorò di quel fantasista con la 10 sulle spalle cinque anni fa, quando giocava nel Nizza e fu pagato a peso d’oro. Lotito ha aspettato anni, non ha mai smesso di corteggiarlo. Aspetta di vederlo in campo, aspetta di ammirarlo così come tutti i tifosi. E da campione Hernanes vuole giocare, ballando il suo calcio brasilian-italiano. 

fonte: CdS

Simone Davide-Cittaceleste.it

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