Floccari ora inventa

Floccari ora inventa

Si può cambiare pelle anche a 113 anni. È nata un’altra Lazio, in Coppa. È nato un altro modo di segnare: una soluzione in più per Petkovic, un rompicapo per gli avversari, che non sanno ormai cosa aspettarsi. Contro il Catania si è chiuso un cerchio: una squadra difficile da…

Si può cambiare pelle anche a 113 anni. È nata un’altra Lazio, in Coppa. È nato un altro modo di segnare: una soluzione in più per Petkovic, un rompicapo per gli avversari, che non sanno ormai cosa aspettarsi. Contro il Catania si è chiuso un cerchio: una squadra difficile da capire, il sogno realizzato del tecnico di Sarajevo. Una squadra che ha imparato a far gol non solo restando aggrappata alle giocate di Klose. Che ha riscoperto Floccari e ora si diverte pure quando cambia modulo, interpreti, schemi, tutto.

L’obiettivo
C’era una volta la Lazio degli undici e basta. Ma era un passaggio obbligato, l’obiettivo vero l’aveva indicato Petkovic in estate. Luglio, ritiro di Auronzo: «Vorrei una Lazio polivalente». Eccola, l’ha avuta. L’altra sera, dopo il 3-0 al Catania, il tecnico se la rideva: «Mi piace quando a fine partita non si capisce come abbiamo giocato». Sì, perché è difficile marcare questa Lazio. È diventato difficile starle dietro, prevederne le mosse. E ora pure i movimenti offensivi. Nell’inedito — almeno fino a due giorni fa — modulo 3-5-1-1 anti Catania, se la sono spassata in tanti. Ma in fondo è stata la celebrazione di Floccari, one man show dei quarti di finale.

Tutti uguali
Che poi i gol li ha segnati Hernanes, ma la regia, la testa, il piede ce li ha messi il centravanti: due assist al bacio, cioccolatini da trequartista nato, e la prova provata che lì davanti dopo Klose c’è lui. «Sono queste le mie caratteristiche, felice di avervi fatto felici», ha spiegato Floccari. E poi un’intesa sbocciata con Hernanes, un’armonia totale con il resto della squadra. Tre gol senza Miro in campo: era successo solo altre tre volte, ma solo in Europa, mai in ogni caso contro difese italiane. È un salto di qualità, è l’obiettivo raggiunto. «Devo portare la Lazio a non dipendere dai singoli», diceva il sognatore Petkovic in Gazzetta. E oggi il sogno non è ancora del tutto realizzato, ma la squadra è un po’meno Klose-dipendente di quanto non fosse fino a due mesi fa.

Con la difesa a tre…
Merito anche di Floccari, laziale per caso, per non aver accettato alcune destinazioni a fine agosto. È rimasto a Formello cosciente che lo spazio sarebbe stato poco: «Ma quando giocherò mi farò sempre trovare pronto» è stata la sua promessa, ribadita — oltre che messa in pratica — anche due giorni fa. E ora che Petkovic sta sposando sempre più spesso l’idea della difesa a tre, ecco che Floccari diventa per la Lazio qualcosa più di un rincalzo di lusso, ma il potenziale partner di Klose in un 3-5-2 o 3-4-3. Magari per cominciare a mandare in gol anche Miro, oltre che Hernanes. All’Atalanta pure faceva così, gol e assist per i compagni. Quell’Atalanta che domenica ritroverà da avversario. E da martedì sera, con un’altra Lazio intorno.

La Gazzetta dello Sport

Cittaceleste

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