Fulmine Jonathas colpisce la Lazio

Fulmine Jonathas colpisce la Lazio

Oltre che innevato, il movimento è brusco, significativo per l’immediato futuro: il Torino va a 10 punti dalla linea della retrocessione. Con 9 urni al termine, anche la litania del «si deve arrivare a 40 per essere sicuri» sembra più ansia scaramantica che altro. La Lazio invece subisce imovimenti delle…

Oltre che innevato, il movimento è brusco, significativo   per l’immediato futuro: il Torino va a 10 punti dalla linea della retrocessione. Con 9  urni al termine, anche la litania del «si deve arrivare a 40 per essere sicuri»  sembra più ansia scaramantica che altro. La Lazio invece subisce imovimenti delle concorrenti: quando inizia è cosciente che tutte quelle davanti hanno riempito al massimo la giornata. Quando finisce trova ancor più  distante la Champions: 7 punti che peseranno in una primavera già fitta di altri impegni di coppe. E poi, sente la Roma sullo stesso gradino.

I motivi

Una sfida sotto la tormenta che poteva essere decisa soltanto da un duello singolo  perché la Lazio, in  inferiorità dal 16’, era riuscita a congelare ugualmente il Toro. Tanto che l’unica rete è stata il primo tiro in porta granata, minuto   22, arrivato dal secondo corner. E il combattimento decisivo è avvenuto tra i due più freschi: Jonathas contro Biava, appena entrati. Il brasiliano che batte sulla neve un bergamasco è un po’ come la storia dei bobbisti giamaicani all’Olimpiade invernale. Ci sono andati davvero, finendo neanche male dopo il debutto da comica. Jonathas è una scommessa del procuratore più potente, che a Brescia quasi  pagava per farlo giocare. Porta l’80 in memoria della madre che lo adottò davanti a una chiesa. Non aveva mai fatto centro con il Toro e ha preso schiaffi in testa per i 3 punti arrivati dopo un pari nelle precedenti 3  uscite.

Lazio ben messa L’espulsione di Ciani per due falli da giallo (giusti) in meno di un minuto è stata la follia del primo quarto d’ora. Ma la Lazio è stata sistemata  con raziocinio e non ha sofferto dentro l’area. Da 4-5-1 a 4-4-1, facendo scalare Lulic sull’ultima linea, conGonzalez davanti a lui e Onazi-  Ledesma centrali più vicini, mentre dietro è stato Radu   a r ilevare la posizione di Ciani. Gli unici tiri in porta fino al gol sono stati laziali (anche un palo di Cana) nonostante l’assenza di Hernanes, Klose, Floccari, Mauri. Dall’altra parte è
mancata la precisione (normale con un campo da sci)ma pure la superiorità. I 4 davanti non hanno prevalso nell’uno contro uno.

Torino cambiato Forse era più funzionale il 4-2-3-1 della settimana scorsa a Parma, tre tra le linee per lasciare meno riferimenti ai laziali. Oppure serviva una salita più continua degli  esterniDarmian eD’Ambrosio, per questo cambiati di settore nella ripresa. Ventura ha modificato gli uomini, ma non la sistemazione: Bianchi per
Meggiorini, Birsa per Santana, Jonathas per Barreto. La mossa giusta.Opiù fortunata.

La Gazzetta dello Sport

Cittaceleste

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