GAZZETTA – Buffon sfida il suo erede. Mani azzurre sulla coppa

GAZZETTA – Buffon sfida il suo erede. Mani azzurre sulla coppa

Buffon e Klose: «Miro non mi ha mai fatto gol? Ho letto e ho subito sentito un brivido dietro la schiena – sorride il numero uno della Nazionale –. Con certi attaccanti, infatti, prima o poi paghi dazio. Speriamo che non succeda questa sera. Anzi, che segni pure, ma che…

Buffon e Klose: «Miro non mi ha mai fatto gol? Ho letto e ho subito sentito un brivido dietro la schiena – sorride il numero uno della Nazionale –. Con certi attaccanti, infatti, prima o poi paghi dazio. Speriamo che non succeda questa sera. Anzi, che segni pure, ma che vinca la Juve». Buffon e Marchetti: «Federico è il classico esempio da far conoscere ai bimbi – continua Gigi –. Si è costruito con il lavoro e il sudore, percorrendo suo malgrado anche strade impervie. È un portiere affidabilissimo, di livello importante. Gli faccio tanti complimenti, parliamo di un ragazzo generoso, di cuore e che nel gruppo della Nazionale si fa apprezzare. Mi tolgo il capello davanti a lui». Parole che pesano quelle del capitano azzurro e della Juve. Gigi stima sinceramente Federico, lo considera probabilmente il suo vero erede.

L’erede designato
Marchetti ha un passato nelle giovanili del Toro, forse è per questo che diventa verde come Hulk quando incontra la Juve: successe per la prima volta nel 2007 e il suo AlbinoLeffe, con la Juve in B, portò via un punto dall’Olimpico. Verde, come il colore della maglietta che indossava il 17 novembre scorso a Torino: la Juve ci provò in tutti i modi, finì 0-0 e Federico fece il fenomeno, con tante parate più una, quella sul tiro di Vidal deviato da Quagliarella. Un colpo di reni simile, per dinamica (deviazione con la mano sinistra in controtempo), al riflesso di mercoledì su Higuain. Nei giorni bui passati da Marchetti fuori rosa a Cagliari, proprio Gigi propose alla Juve di portare a Torino il gigante di Bassano del Grappa. Ma alla fine Marchetti ha fatto da dodicesimo a Buffon solo in Nazionale. Maglia azzurra riconquistata da poco, grazie a una stagione super con la Lazio. Anno da incorniciare, in campo e fuori: il matrimonio con Rachele, la Coppa Italia contro la Roma e alcune offerte (Barcellona e Monaco le principali) che gli hanno fatto capire di essere diventato un big. Lui, però, ha scelto la Lazio, che due anni fa credette quasi alla cieca nella sua rinascita. «Sono felice per Federico – ha detto Buffon nei giorni scorsi –, continua a dimostrare il suo enorme valore, ora però eviti i miracoli almeno in Supercoppa».

Juve affamata 
Ci tiene infatti a ripartire subito forte Buffon, «mi piacerebbe alzare il trofeo di fronte alla nostra gente, sempre presente in massa anche lontano da Torino. La sconfitta dell’anno scorso con il Napoli è stata una delusione cocente, stavolta a Roma voglio festeggiare coi miei tifosi. Rischio appagamento? Non esiste nelle gare secche con trofeo in palio. La Juve non è sazia. Ma occhio alla Lazio, avversaria ancora più ostica a inizio stagione. Abbiamo grande rispetto per la squadra di Petkovic». L’acquisto di Tevez è di quelli che pesano, «e in effetti la società ha fatto sforzi importanti. Sulla carta abbiamo una rosa migliore rispetto all’anno scorso, però ogni cosa va confermata sul campo. Non andremo da nessuna parte senza sacrificio, concentrazione e voglia di continuare a stupire».

Gazzetta dello Sport

 

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