GAZZETTA – Candreva ha due tabù. Per la svolta servono i gol

GAZZETTA – Candreva ha due tabù. Per la svolta servono i gol

C’era un tempo in cui la Lazio dominava tanto all’Olimpico quanto lontano dalla sua gente. Vinceva, ma anche quando non vinceva usciva a testa alta: non come a Udine, quando la sconfitta è sembrata arrivare molto prima della fine. Ma c’era anche un tempo in cui Antonio Candreva, oltre che…

C’era un tempo in cui la Lazio dominava tanto all’Olimpico quanto lontano dalla sua gente. Vinceva, ma anche quando non vinceva usciva a testa alta: non come a Udine, quando la sconfitta è sembrata arrivare molto prima della fine. Ma c’era anche un tempo in cui Antonio Candreva, oltre che con i chilometri, la Lazio la trascinava anche con i gol. Ricco il girone di andata, povero quello di ritorno: per la Lazio in trasferta (non è che in casa le cose siano andate meglio), ma pure per Candreva, che l’unico gol lo ha segnato su rigore al Catania, il sabato di Pasqua.

Urgono punti 
A sentire Petkovic, la Lazio sembra avere un solo problema: «La malattia più grave? Sicuramente il risultato e i punti che non abbiamo ottenuto». Sarà, ma anche la personalità e la consapevolezza della propria forza con cui si affrontavano gli avversari fino a qualche tempo fa, ora non si vedono più. E allora, quale occasione migliore della partita in casa di una squadra praticamente salva per tornare a vincere in trasferta? Più che un tabù, è diventato un incubo: la Lazio non festeggia dal 22 dicembre, Sampdoria-Lazio 0-1, decisa da Hernanes. Da quel giorno, un pareggio a Palermo, uno nella «falsa trasferta» del derby di lunedì 8 aprile, e ben cinque sconfitte, qualcuna (soprattutto contro Siena e Milan) anche pesante.

Immune 
A contribuire al tracollo della Lazio, ci si sono messi anche i tanti infortuni: Candreva, per sua fortuna, dalla lista nera ne è sempre rimasto fuori, garantendosi presenze e un ruolo imprescindibile nella Lazio, tanto che i dubbi di Petkovic per il centrocampo da schierare al Tardini sono al centro e non sulla fascia. Ma se il suo rendimento è rimasto costante, con pochi passaggi a vuoto — così facendo, la possibilità che Prandelli lo porti in Brasile per la Confederations Cup è più che concreta —, il bottino personale risente di un dato: dei nove gol complessivamente realizzati da quando è tornato a Roma (a proposito, dovesse nel Parma giocare Galloppa sarebbe un derby tra originari di Tor de’ Cenci), Candreva ne ha segnati otto all’Olimpico e solo uno in trasferta, e pure inutile, a Novara lo scorso anno. Oggi tornerà a Parma, da dove ripartì nel 2010 dopo essere stato sedotto e abbandonato dalla Juventus, e chiuderà un trittico di sfide contro squadre del suo passato, dopo aver affrontato già la Juve e l’Udinese. Le prime due le ha perdonate, oggi non è tempo di essere clementi.

Gazzetta dello Sport

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