GAZZETTA – Parma e Lazio con il fiato corto

GAZZETTA – Parma e Lazio con il fiato corto

Ennesimo spot del calcio italiano d’oggi, di quelli perfetti per spaventare spettatori e sponsor, Parma-Lazio è uno 0-0 scritto fin dall’inizio: per manifesta incapacità tecnica. E un po’ di colpa in più ce l’ha la Lazio. Per il Parma vincere o perdere cambia poco: la salvezza è conquistata, il crollo…

Ennesimo spot del calcio italiano d’oggi, di quelli perfetti per spaventare spettatori e sponsor, Parma-Lazio è uno 0-0 scritto fin dall’inizio: per manifesta incapacità tecnica. E un po’ di colpa in più ce l’ha la Lazio. Per il Parma vincere o perdere cambia poco: la salvezza è conquistata, il crollo nel girone di ritorno (11 punti, uno più del Pescara) obbliga a ripensare strategie per il 2014 e Donadoni può studiare in prospettiva la capacità di reazione, se mai c’è, dei suoi. La Lazio invece sta rischiando: fuori dalle coppe, fuori dalla zona Champions, se vuole dare un senso alla stagione – e incassare qualche euro – deve almeno qualificarsi per l’Europa League. Ma puntare tutto sulla finale di Coppa Italia è una bella scommessa: ecco perché questi sono altri punti persi. In trasferta ci vuole lo psicologo: l’ultimo successo risale al 22 dicembre.

Amauri e poco altro
Se il Parma ha limiti tecnici, la Lazio non ci sta più con le gambe. Preparazione fatta per partire sparati e adesso sono (quasi) tutti in debito d’ossigeno. Oddio, non proprio tutti, e questo discorso riguarda anche il Parma: quando a metà del secondo tempo cominciano le sostituzioni all’improvviso la sfida regala occasioni. Troppo tardi. La coppia Kozak-Floccari si muove al doppio della velocità di Klose-Ederson. Dall’altro lato Ninis, Gobbi e Sansone innescano una manovra molto menoprevedibile di quella che incespicava sui ritardi di Marchionni e l’imprecisione di Biabiany. Fino a quel momento, pericoli quasi zero, esclusi un colpo di testa (parato) e un tiro fuori del generoso Amauri; un paio di mischie della Lazio e un tiro di Ederson. Stop.

Emozioni da cambi
Anche la disposizione tattica, due 4-3-3 per chiudere tutto il possibile, non aiuta a liberare la manovra. Più scolastico il modulo del Parma, che avrebbe bisogno di precisione dagli esterni bassi (Mesbah), fantasia dal play (Valdes) e peso in attacco (Belfodil, pensare quanto la Juve voleva pagarlo). C’è più tecnica nella Lazio, ma ai piedi buoni del centrocampo non corrisponde il dinamismo di Hernanes e Ledesma: il triangolo con Onazi gira, ma prevedibile. Dietro, Biava si prende un turno di riposo fino all’espulsione per doppio fallo su Amauri. E davanti neanche si agita il fantasma, con le catene, di Klose. Dopo i cambi, invece, Valdes e Amauri sfiorano il gol. Ma soprattutto Kozak e Floccari, due punte vere che consentono a Candreva di affondare e crossare, mettono paura a Mirante. Sembra quasi uno scherzo, ma tra il 48’ e il 49’ annullati per fuorigioco due gol a Paletta e Kozak. Giusto così e non solo perché erano in posizione irregolare.

Gazzetta dello Sport

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