GDS – Il miracolo di Bellinzona

GDS – Il miracolo di Bellinzona

Ci sono 15mila motivi per non snobbare la coppa nazionale. Quindicimila maglie rosa: le immaginate tutte insieme? Chiedete a Petkovic. Era il 6 aprile 2008: 15mila tifosi del Bellinzona — praticamente tutta la città, che ne conta 18mila — si trasferirono a Basilea per la finale di Coppa di Svizzera,…

Ci sono 15mila motivi per non snobbare la coppa nazionale. Quindicimila maglie rosa: le immaginate tutte insieme? Chiedete a Petkovic. Era il 6 aprile 2008: 15mila tifosi del Bellinzona — praticamente tutta la città, che ne conta 18mila — si trasferirono a Basilea per la finale di Coppa di Svizzera, tutti con un’improbabile maglia rosa addosso, la divisa scelta per quel torneo dal club ticinese. Era una festa, non una finale. Il Bellinzona perse netto, 4-1. Ma il successo vero fu arrivare a quella partita alla guida di un club di Challenge League, la nostra Serie B. In Svizzera, come in Inghilterra, la coppa nazionale è un trofeo messo sullo stesso piano del campionato: «All’estero ci sono motivazioni diverse, ma ora anche in Italia le grandi si stanno interessando al torneo», dice Petkovic. L’uomo che costruì il miracolo Bellinzona quando ancora faceva il volontario alla Caritas la sera, perché non convinto che la panchina sarebbe diventata un lavoro oltre che una passione. Fu proprio quella Coppa di Svizzera, quella finale conquistata, a cambiare la storia di Petko, che la stagione successiva spiccò il volo verso Berna e lo Young Boys. Lasciò la Caritas, a quel punto. Sì, per lavoro.

La Gazzetta dello Sport

rm/cittaceleste.it

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