GDS – Lazio: 4-5-1 modulo anti-crisi. Ma ora è emergenza infortuni

GDS – Lazio: 4-5-1 modulo anti-crisi. Ma ora è emergenza infortuni

Un doppio 2-0 per risollevarsi e ripartire. E per cominciare a pensare che la crisi d’inverno sia alle spalle. In attesa di nuove conferme (sabato a San Siro col Milan) la Petko-Lazio torna a respirare grazie alle vittorie scaccia-crisi con Borussia e Pescara. Crisi superata? Come già accaduto in occasioni…

Un doppio 2-0 per risollevarsi e ripartire. E per cominciare a pensare che la crisi d’inverno sia alle spalle. In attesa di nuove conferme (sabato a San Siro col Milan) la Petko-Lazio torna a respirare grazie alle vittorie scaccia-crisi con Borussia e Pescara.

Crisi superata?
Come già accaduto in occasioni delle precedenti batoste (quella di Napoli a settembre e quella di Catania), anche la debacle di Siena ha dunque avuto effetti benefici sul gruppo biancoceleste. Che, dopo aver toccato il fondo è riuscito a rialzarsi. Previo il solito chiarimento all’interno dello spogliatoio. Che stavolta ha essenzialmente riguardato l’assetto tattico. Il gruppo ha «votato» per il ritorno al 4-5-1 dopo le diverse variazioni sul tema, con frequente utilizzo della difesa a tre, che avevano finito per disorientare la squadra e minarne le convinzioni. Col nuovo-vecchio assetto, i biancocelesti non solo sono tornati a vincere, ma soprattutto sono rimasti imbattuti per 180 minuti, dopo che nelle precedenti 8 gare avevano incassato la bellezza di 15 reti.

Konko e Cavanda
Momento difficile superato, dunque, ma gli esami veri cominciano adesso. Quello di sabato a San Siro col Milan è un crocevia fondamentale della stagione. E poi, dopo la sfida coi rossoneri, la Lazio avrà un altro scontro diretto con la Fiorentina, a cavallo del quale ci sarà il doppio match di Europa League con lo Stoccarda. Appuntamenti delicati e decisivi che la formazione romana dovrà affrontare in piena emergenza. Ai k.o. di Brocchi (stagione finita), Klose (rientra a fine marzo) e Mauri (ne avrà almeno per un’altra decina di giorni), si è aggiunto quello di Konko. Gli esami cui si è sottoposto ieri hanno confermato la lesione del collaterale del ginocchio destro. Konko dovrà star fermo per sei settimane: una tegola per Petkocic, sia per il valore del giocatore sia per la mancanza di alternative nel suo ruolo. Ci sarebbe, è vero, Cavanda, ma il belga da un mese a questa parte è di fatto fuori rosa, dopo il fallimento della trattativa per il rinnovo contrattuale. Quasi impossibile che venga reintegrato, anche se nel dopo-parita di lunedì Petkovic non lo ha escluso: «Le porte non sono chiuse per nessuno». Cauto, però, l’agente del giocatore Ulisse Savini: «Ad oggi non ci sono possibilità che venga reintegrato — ha detto a RadioSei — ma in futuro potrebbe cambiare qualcosa».

Col fiato sospeso
Il club, intanto, attende per oggi la sentenza dell’Uefa per i fatti di Lazio-Borussia. C’è il rischio concreto che venga resa esecutiva la squalifica (poi sospesa con la condizionale) dell’Olimpico per un turno (si giocherebbe a porte chiuse). Dopo i cori razzisti con il Tottenham, c’è stato il saluto romano di qualche centinaio di tifosi in curva durante il match col Borussia. E potrebbero avere un peso sulla decisione anche i tre tifosi tedeschi accoltellati prima del match (anche se lontano dallo stadio, quindi i fatti non sono direttamente punibili).

cittaceleste.it

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