Gli esami di Petko

Gli esami di Petko

L’esame più difficile. Il più tosto. Il primo dell’intera stagione per Vlado Petkovic e la sua Lazio. Nei prossimi diciotto giorni la formazione biancoceleste dovrà giocare sette partite: cinque di campionato e due d’Europa League. Si parte domenica prossima con il Chievo Verona, si chiude il sette ottobre con il…

L’esame più difficile. Il più tosto. Il primo dell’intera stagione per Vlado Petkovic e la sua Lazio. Nei prossimi diciotto giorni la formazione biancoceleste dovrà giocare sette partite: cinque di campionato e due d’Europa League. Si parte domenica prossima con il Chievo Verona, si chiude il sette ottobre con il Pescara; in mezzo, a parte il turno infrasettimanale di campionato, ci sono anche i due impegni europei con il Tottenham e il Maribor. Un tour de force fondamentale e determinante che potrebbe dare lo slancio definitivo alla squadra laziale oppure cominciare a metterla un po’ in difficoltà. Una serie di pericolose tappe di montagna per fare un esempio con il ciclismo. Un vero e proprio sali e scendi che metterà a dura prova gli uomini dell’allenatore croato e solo dopo questo massacrante turno di partite si conoscerà la reale forza e resistenza della nuova Lazio. È sempre stato così negli ultimi anni. E spesso non è andata bene.

Per i predecessori di Petko, da Rossi e soprattutto a Ballardini e Reja, l’avvio di questo primo step stagionale è sempre stato molto duro e faticoso. Alla fine del tour tutti questi ex tecnici biancocelesti hanno dovuto pagare dazio in qualche modo. C’è perfino qualcuno, vedi Ballardini, che ne ha pagato le conseguenze a caro prezzo, arrivando alla sosta natalizia con una squadra spompata, priva di ogni tipo di ambizione e sull’orlo della serie B. Gli altri due, Reja e Rossi, non hanno rischiato così tanto, anche se al termine del primo giro di partite incrociate, campionato e coppa, non ne sono usciti benissimo. C’è chi come Edy l’anno scorso ha dovuto fare i conti con gli infortuni, ritrovandosi con un organico ridotto e una condizione fisica non proprio al top, dovendo fare delle scelte sugli obiettivi. Anche Rossi non ne uscì benissimo, arrivando sempre a fine anno con una rosa non proprio al massimo della forma e della condizione fisica e psicologica. Insomma, vedendo quanto è successo in questi ultimi anni, il primo tour de force della stagione laziale condiziona il resto dell’anno, quindi bisogna prenderlo nel migliore dei modi e gestire al meglio le forze e gli uomini. Non poteva esserci momento più giusto per testare la strategia di Petko e misurare la forza della sua Lazio. «Dopo la sosta si comincerà a vedere davvero qualcosa della squadra che ho in mente», aveva detto l’allenatore laziale subito dopo la partita vinta con il Palermo.

Alla vigilia di questo lungo periodo di partite adesso si capisce anche l’insolito richiamo della preparazione svolto negli ultimi tre giorni della settimana scorsa da parte dello saff tecnico. Un lavoro effettuato principalmente sul fondo, sulla falsa riga di quello che la squadra ha fatto nei primissimi giorni del ritiro di Auronzo. Negli anni precedenti la Lazio aveva fatto un richiamo durante la sosta natalizia, mai prima, ma evidentemente l’idea dell’allenatore è quella di caricare un po’ e di immettere ulteriore benzina nella gambe di Hernanes e compagni. Ed in effetti molti di loro non si sono mai sentiti così bene dal punto di vista della condizione. «Avvertiamo l’incredibile sensazione di poter crescere ancora di più dal punto di vista della condizione», avevano detto alcuni giocatori tra cui Ledesma, Gonzalez e Lulic. Dopo le prime due giornate di campionato, da alcuni test svolti da siti specializzati, la Lazio è insieme alla Juve la squadra che ha corso di più rispetto alla mole di gioco creata, alle occasioni avute e agli interventi difensivi effettuati.
Petko conosce le difficoltà a livello europeo e sa altrettanto bene cosa significhi giocare ogni tre giorni. Il nuovo tecnico della Lazio, almeno rispetto ai suoi ex colleghi, dovrà contare su almeno venti o più giocatori e farli ruotare tra loro. Nelle ultime stagioni la Lazio si basava su una squadra base e da lì si facevano alcuni cambi: pochi, non proprio radicali. L’attuale organico, visti anche i recuperi di gente come Brocchi, Radu e Stankevicius, permetterà al tecnico di poter variare giocatori e anche modulo. In avanti c’è abbondanza di qualità ed esperienza, con Klose capofila e subito dietro i vari Zarate, Floccari, Kozak e Rocchi. Anche a centrocampo e in difesa non mancano giocatori, con i leader tipo Dias e Ledesma che avranno la possibilità di essere affiancati da gente come Gonzalez, Brocchi, Cana, Radu, Konko etc.
L’avvio stagionale di Petko è stato incoraggiante, adesso arriva il momento più difficile, ma se la Lazio riuscirà a superarlo e fare meglio degli anni passati, allora il tanto agognato salto di qualità sarà più vicino.

fonte: il messaggero

Simone Davide-Cittaceleste.it

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