Gol di Mauri, mezza Lazio

Gol di Mauri, mezza Lazio

La Lazio non riesce a riprendere la corsa. Prestazione in chiaroscuro. E’ evidente che senza Hernanes e Ledesma la squadra perde potenzialità in mezzo al campo e anche efficacia in fase realizzativa visto che il brasiliano ha sino ad ora realizzato cinque gol. Ha sofferto la Lazio, ha faticato quarantasette…

La Lazio non riesce a riprendere la corsa. Prestazione in chiaroscuro. E’ evidente che senza Hernanes e Ledesma la squadra perde potenzialità in mezzo al campo e anche efficacia in fase realizzativa visto che il brasiliano ha sino ad ora realizzato cinque gol. Ha sofferto la Lazio, ha faticato quarantasette minuti per ritrovare il pari e non è riuscita a produrre lo sprint finale per trovare la vittoria (Rocchi ha sprecato un paio di palle meritevoli di ben altro trattamento). Petkovic ha provato nella ripresa a risistemare le cose, inserendo Cavanda che su Cerci se l’è cavata meglio di Lulic, provando ad accentrare Mauri e Candreva per aggiungere un po’ di qualità di palleggio in un centrocampo che faticava con Cana e Gonzalez a fare possesso. Ma non è bastato. Bisogna anche sottolineare che in un paio di occasioni il Torino, ben sistemato in campo e molto attento in fase difensiva, è andato vicinissimo al raddoppio.

DOCCIA FREDDA – La Lazio aveva in partenza già molti motivi per temere questa sfida con il Torino. Ma dopo appena dieci minuti i motivi sono aumentati a causa di un angolo battuto da Sgrigna e trasformato in gol, di testa, da Glik (colpevole Cana che si faceva anticipare dal difensore granata che aveva tutto il tempo di girargli attorno). Il fatto è che da un lato il Torino poteva sistemarsi nella sua maniera consueta con un Cerci a destra che faceva perdere molto spesso le sue tracce a Lulic essendo il granata molto veloce sul breve al contrario del laziale che per prendere velocità ha bisogno di campo. La Lazio, invece, è stata costretta dalle squalifiche a rinunciare ai due centrocampisti, Ledesma e Hernanes, che garantiscono in mezzo al campo qualità ed equilibrio. Cana non ha le geometrie di Ledesma e Gonzalez è più bravo negli inserimenti in velocità che nella gestione del pallone. Essendo il centrocampo scarsamente creativo, la squadra di Petkovic si è dovuta appoggiare, pesantemente, sulle spalle di Mauri e Candreva (soprattutto il secondo) che riuscivano quantomeno a creare superiorità numerica e mettere pericolosamente la palla in mezzo all’area. Poi le condizioni atmosferiche hanno evidentemente agevolato la squadra che dopo essere passata in vantaggio ha potuto predisporsi a difendere quel gol per provare qualche sortita in contropiede (Cerci nel finale del primo tempo avrebbe potuto raddoppiare approfittando ancora una volta dello spazio lasciatogli da Lulic). Bisogna dire che solo grazie al nuovo drenaggio realizzato dal Coni un paio di anni fa ieri si è potuto giocare visto che prima della gara su Roma si è abbattuto un vero e proprio diluvio.

SCELTE – Bisogna dire che non è apparsa azzeccatissima la scelta di Rocchi (ha avuto la palla per pareggiare ma l’ha colpita debolmente facendola rimbalzare su Brighi), lontanissimo parente del calciatore ammirato nei tempi belli. In più la presenza dello storico capitano costringeva Klose a giocare spesso troppo lontano dall’area. Il pareggio poteva arrivare solo dai due giocatori di maggiore qualità (e che accentrandosi potevano sfruttare lo spazio tra le linee), cioè Candreva e Mauri (al 12′ il primo recuperava un pallone, galoppava per una ventina di metri e appoggiava al appostato al limite in posizione centrale: controllo e tiro di sinistro, il pallone toccava il palo e si infilava in rete). Per guadagnare qualcosa in qualità a centrocampo, Petkovic inseriva Cavanda, avanzava a Lulic e accentrava Candreva e Mauri (con Cana a copertura della difesa). Ma il campo pesantissimo alla fine si è fatto sentire, soprattutto nelle gambe della squadra costretta a inseguire. Il calo fisico, decisamente evidente nel finale, ha fatto perdere alla Lazio le distanze (problema accentuato anche dalla mancanza di un regista capace di cucire i reparti). La gara ha avuto solo un sussulto finale: quando l’arbitro Giannoccaro, con una decisione singolare, non ha fatto battere un angolo ai padroni di casa: in Premier cose del genere normalmente non succedono, in A sì.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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