GUERRIERO – E ora Pioli vuole vincerle tutte…

GUERRIERO – E ora Pioli vuole vincerle tutte…

ROMA – Se c’è stata una sconfitta negli ultimi anni di cui il popolo della Lazio può andare orgoglioso, è quella di sabato con l’Inter. Una partita commovente, eroica, quasi d’altri tempi. Nove contro undici, resistendo a lungo prima del raddoppio di Hernanes, provando a segnare di nuovo, fermati solo…

ROMA – Se c’è stata una sconfitta negli ultimi anni di cui il popolo della Lazio può andare orgoglioso, è quella di sabato con l’Inter. Una partita commovente, eroica, quasi d’altri tempi. Nove contro undici, resistendo a lungo prima del raddoppio di Hernanes, provando a segnare di nuovo, fermati solo dalle decisioni dell’arbitro Massa e del guardalinee Passeri, capace di bloccare Candreva (in posizione regolare) lanciato a rete verso Handanovic. E ancora prima dell’espulsione di Marchetti il portiere dell’Inter aveva bloccato in uscita il tiro ravvicinato di Klose. Se la Lazio avesse vinto 2-1 si sarebbero scritte pagine da romanzo, invece da domenica hanno tenuto banco soltanto le polemiche legate alla direzione arbitrale, ai veleni post-partita, alla previsione di una volata Champions da brividi e piena di tensioni.

Spirito. Sembrava stesse giocando l’Olimpico con quei nove rimasti sul campo a combattere, tutti conquistati dall’ardore, dallo spirito di sacrificio dei giocatori e anche dall’organizzazione tattica, perché difendersi con due uomini in meno non è affatto semplice. Il pubblico s’è acceso e si è sciolto in un interminabile applauso alla fine della partita nonostante la delusione fosse profonda dopo una sconfitta pesantissima dal punto di vista della classifica. Ma quelle immagini, lo spirito incarnato da tutta la Lazio, la voglia feroce di andare a prendersi la Champions forse si potranno trasformare in energia positiva negli ultimi 270 minuti di campionato. Ci credono tutti a Formello. Ci crede per primo il tenente Pioli, come lo hanno ribattezzato i tifosi della Curva Nord. Il tecnico emiliano, dopo la partita, era deluso per il risultato ma anche sereno, convinto e motivato. Sicuro di potersela giocare sino in fondo con intatte possibilità. Ci sono tre partite. La matematica consegna alla squadra biancoceleste la possibilità di essere padrona del proprio destino. Battendo nell’ordine Sampdoria, Roma e Napoli, la Lazio chiuderebbe al secondo posto con la qualificazione Champions in tasca e senza passare dai preliminari. Mica facile, non impossibile. C’è anche l’ipotesi contraria: non riuscire nell’impresa, restare dietro alla Roma e farsi scavalcare dal Napoli, chiudendo al quarto posto. Non sarebbe giusto, considerando la qualità del gioco e il campionato fantastico condotto dalla Lazio, miglior attacco della serie A (65 gol) e il maggior numero di partite vinte (19) dietro alla Juve.

 

 

Banda Maestrelli. Tutto è possibile in questo finale di campionato, ma la Lazio deve crederci, ecco cosa ha spiegato Pioli ai suoi giocatori nello spogliatoio di Formello. Non sarà semplice. Ieri si è aggiunto il nuovo infortunio di Biglia, costretto a saltare la Sampdoria. Servirà lo stesso spirito della banda Maestrelli e del ‘74, evocato da Lotito (attraverso un comunicato) nel giorno del quarantunesimo anniversario del primo scudetto. «Ci restano tre partite difficilissime nel cammino compiuto quest’anno, abbiamo la possibilità di concretizzare il sogno Champions – ha fatto sapere Lotito – Ce la metteremo tutta. Sono convinto che la squadra, lo staff e Pioli sapranno raccogliere quello stesso spirito del ‘74 ed affrontare ogni partita con umiltà, spirito di gruppo e di sacrificio e forte determinazione con cui 41 anni fa approdammo alla vittoria».

Foro Italico. Molti giocatori della Lazio nel pomeriggio si sono rilassati agli Internazionali di tennis. Djordjevic e Basta, anche Klose per vedere la connazionale Sabine Lisicki, De Vrij e Felipe Anderson ieri pomeriggio si sono presentati al Foro Italico, dove è riapparso per il secondo giorno consecutivo anche mister Pioli. Un po’ di relax in attesa della volata. Il numero 7 della Lazio sta già pensando alla Roma e non ha cancellato la delusione per la sconfitta con l’Inter. «Sono ancora arrabbiato per domenica. Adesso dobbiamo vincere queste tre finali. Sono pronto per il derby, non possiamo fallire la partita con la Roma» le parole di Felipe Anderson. Prima dovrà battere la Samp di Mihajlovic, che lo paragonò a Cristiano Ronaldo. (Corriere dello Sport)

Cittaceleste.it

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy