Hernanes ci crede

Hernanes ci crede

L’onda lunga del derby da sfruttare, la voglia di segnare anche contro la Juve, l’unica grande che non è riuscita ancora a castigare in questi due anni e mezzo in Italia. Anderson Hernanes riparte dalla sfida contro la Roma che ha rivitalizzato i biancocelesti dopo la mini-crisi. Un solo punto…

L’onda lunga del derby da sfruttare, la voglia di segnare anche contro la Juve, l’unica grande che non è riuscita ancora a castigare in questi due anni e mezzo in Italia. Anderson Hernanes riparte dalla sfida contro la Roma che ha rivitalizzato i biancocelesti dopo la mini-crisi. Un solo punto in tre partite, la sconfitta ingiusta con la Fiorentina (per lui condita dall’espulsione per il fallo su Cuadrado giudicato da rosso da Bergonzi), pareggio stentato col Torino, disfatta a Catania senza attenuanti di alcun tipo, poi il risveglio nella sfida più sentita nella capitale. Che però deve essere confermato allo Juventus Stadium se non nel risultato (una sconfitta ci può anche stare), nella prestazione. Il fantasista brasiliano, ormai uomo-simbolo della Lazio targata Petkovic, ripensa alla vittoria di domenica scorsa che gli ha permesso di pareggiare il suo bilancio personale nei derby: dopo tre sconfitte consecutive (compresa una in coppa Italia), sono arrivati tre successi due con Reja in panchina e quello di cinque giorni fa. Il Profeta racconta: «Contro la Roma abbiamo fatto quello che dovevamo, perché giocavamo in casa e non potevamo che centrare la vittoria. Adesso c’è la Juventus, sappiamo che è una sfida difficile ma questo è il calcio italiano, non ci sono partite facili e dobbiamo giocarle tutte al massimo cercando di portare a casa un risultato positivo per la nostra classifica». Per continuare a sognare un posto in Champions, sfuggito sul filo nelle ultime due stagioni, Hernanes ha le idee chiare: «Non credo che ci aspetti una prova di maturità. Io credo che la Lazio stia facendo bene già da qualche tempo e non è una partita a cambiare il giudizio». Piuttosto il fulcro del gioco biancoceleste fa trasparire grande ottimismo sulla sfida di Torino che sulla carta sembra scontata vista la forza dei campioni d’Italia, finora in fuga solitaria: «Per me non è una missione impossibile. Se si fosse giocato due settimane fa avrei detto di sì, però dopo che l’Inter ha vinto nell’inconscio dei giocatori bianconeri e di quelli che li affrontano si è rotto qualcosa, adesso anche noi crediamo che si può andare lì per batterli». Ci saranno assenze pesanti da una parte e dall’altra. Mauri e Lulic, dopo le sanzioni disciplinari rimediate nel derby resteranno a Roma a pensare al Tottenham che arriverà all’Olimpico giovedì prossimo in un turno che sarà decisivo per il futuro del girone in Europa League. Pirlo, anche lui squalificato, si riposerà invece in vista del Chelsea che deciderà il destino dei bianconeri in Champions. Hernanes spiega: «Si tratta di tre assenze importanti, però tanto la Juve quanto la Lazio hanno una rosa di qualità in grado di sostituire questi giocatori. Credo che nel calcio tutti siano importanti ma nessuno è indispensabile». Con le defezioni dei due titolari Petkovic sarà costretto a ridisegnare la Lazio più collaudata. Ma al di là degli interpreti il tecnico bosniaco deve decidere quale sarà l’atteggiamento della sua squadra: si difenderà un po’ di più rispetto a quanto mostrato in questo primo scorcio di campionato oppure manterrà la sua identità di squadra comunque votata sempre alla ricerca della vittoria? Probabile che, magari con qualche accorgimento tattico in più per la forza dell’avversario, non si stravolga lo spartito. E allora Hernanes indica la strada giusta per cercare di sorprendere la Juventus: «Se li aspettiamo alla fine loro riescono a fare gol, dobbiamo giocare a viso aperto. Il sesto gol in campionato? Al derby non ho segnato, a Torino ci proverò ancora». Sempre con i soliti obiettivi: battere il record personale di 11 reti in una stagione (la prima con la maglia biancoceleste) e riconquistare la nazionale costringendo l’odioso Menezes a ricredersi sul Profeta che ha stregato la parte laziale di Roma.

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