Hernanes da applausi al Franchi

Hernanes da applausi al Franchi

Sarà che Firenze, capitale della cultura, non può che ispirare un tipo il cui nome d’arte è Profeta. Sarà che ci sono stadi in cui un giocatore – senza un reale motivo – rende meglio che da altre parti. Sarà che sulle spalle porta il numero 8, lo stesso indossato…

Sarà che Firenze, capitale della cultura, non può che ispirare un tipo il cui nome d’arte è Profeta. Sarà che ci sono stadi in cui un giocatore – senza un reale motivo – rende meglio che da altre parti. Sarà che sulle spalle porta il numero 8, lo stesso indossato da un brasiliano, Socrates, che da quelle parti — Firenze, appunto – tutti ancora ricordano. Sarà per questo o per altro ancora, ma è un dato di fatto che Hernanes ogni volta che gioca a Firenze sembra avere una marcia in più.

Alla ricerca del tris
E’ accaduto nella prima stagione italiana, il 19 settembre 2010. Il Profeta incantò il pubblico fiorentino (di solito poco propenso ad ammirare giocatori laziali, peraltro), soprattutto quando a metà del secondo tempo seminò il panico nell’area viola, propiziando il gol-vittoria di Kozak. La replica un anno dopo, il 2 ottobre 2011. Altra prova maiuscola, altro 2-1 in favore della Lazio con Hernanes che segna il primo gol e propizia il secondo di Klose. Due partite da Profeta, due vittorie convincenti della squadra biancoceleste. Che oggi torna a Firenze con l’obiettivo di replicare quanto fatto negli ultimi due campionati. Molto, se non tutto, dipende dalla capacità di Hernanes di concedere il tris, di fornire cioè una prestazione all’altezza di quelle delle precedenti uscite fiorentine. Dipende da lui perché Klose è reduce da una settimana scandita da viaggi e acciacchi, perché la Lazio arriva da una trasferta europea che la rende meno tonica e perché se gira il Profeta gira tutta la squadra.

Nuovo leader
Petkovic lo sa ed è per questo che giovedì ad Atene gli ha risparmiato il quarto d’ora finale col Panathinaikos. A Firenze non accadrà, il numero 8 biancoceleste è destinato a restare in campo fino alla fine. Anche perché è finito il tempo delle sostituzioni periodiche. Con Reja difficilmente Hernanes concludeva le sue partite al fischio finale dell’arbitro. Di solito era costretto a lasciare il posto a qualche compagno nel corso della ripresa. Con Petkovic la situazione è cambiata. Ora Hernanes è un punto fermo della squadra, uno di quegli elementi cui il tecnico croato non rinuncia mai. Rinfrancato da questa nuova considerazione il centrocampista brasiliano quest’anno non solo è migliorato nel rendimento in campo, ma si è pure ritagliato un ruolo di rilievo all’interno dello spogliatoio. Di cui ormai è uno dei leader. A Firenze, dove già lo hanno visto fare grandi cose negli anni scorsi, ammireranno un Hernanes ancora più incisivo. E con la voglia matta di lasciare di nuovo il Franchi a bocca aperta

La Gazzetta dello Sport

Cittaceleste

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