Hernanes e Totti, pari in undici metri

Hernanes e Totti, pari in undici metri

Alla fine sorride solo Totti che realizzando il suo nono gol ha aggiunto un altro record alla sua lunga collana. Prima della gara Delvecchio e Da Costa si erano concessi una passerella: erano i cannonieri giallorossi nella stracittadina e il capitano della Roma li ha raggiunti. Ma il pari, giunto…

Alla fine sorride solo Totti che realizzando il suo nono gol ha aggiunto un altro record alla sua lunga collana. Prima della gara Delvecchio e Da Costa si erano concessi una passerella: erano i cannonieri giallorossi nella stracittadina e il capitano della Roma li ha raggiunti. Ma il pari, giunto a conclusione di un bel derby, giocato senza particolari tatticismi, non agevola nessuno e lascia l’amaro in bocca a tutti. La Lazio ha il merito di essere riuscita a resistere per trenta minuti in inferiorità numerica dopo l’espulsione di Biava; la Roma ha il demerito di non aver approfittato della superiorità finendo per pagare la stessa sindrome che al Milan domenica è costata la vittoria contro la Fiorentina. Undici contro dieci la squadra di Andreazzoli non è riuscita più a proporre calcio logico e Marchetti con un paio di ottimi interventi è riuscito a traghettare la sua squadra verso il porto sicuro di un risultato comunque utile. Petkovic, che pure non è romano, sembra essere entrato in maniera decisa nella logica, nella cultura di questa partita tanto è vero che tra andata e ritorno è riuscito a portarsi a casa quattro punti su sei. Ma questa sfida, il tecnico bosniaco rischia di pagarla cara contro la Juve visto che tra squalifiche e infortuni dovrà fare a meno di Biava, Lulic e Radu. In sostanza, dovrà reinventare la difesa e non sarà operazione agevole.
SCELTE – Era un derby che valeva doppio perché da un lato avrebbe potuto consentire alla Roma l’aggancio della Lazio e dell’Inter; dall’altro, invece, per la squadra di Petkovic poteva rappresentare una occasione di rilancio con sorpasso della Fiorentina e raggiungimento del quarto posto, insomma, un bel viatico in vista del ritorno con il Fenerbahce e della sfida, in casa, con la Juventus. Proprio la rilevanza della posta in gioco ha probabilmente obbligato le due squadre a non attardarsi in atteggiamenti prudenti e, allo stesso tempo, inconcludenti. La presenza di una sola punta (Klose) ha convinto ad Andreazzoli, all’esordio in questa particolarissima partita, a sistemarsi con la difesa a quattro. Il derby, però, sembra ispirare in maniera particolare Petkovic che ha irrobustito le corsie esterne, aggiunto densità sulla propria trequarti per evitare gli inserimenti centrali di Pjanic (che in effetti non ne ha avuti) e fatto scattare «l’aggressione» qualche metro sotto la linea di centrocampo per sfruttare gli spazi che la Roma lasciava nel tentativo di schiacciare gli avversari nella propria area. Fatta salva qualche difficoltà iniziale, dopo una decina di minuti la Lazio ha cominciato a macinare gioco, trascinata da Candreva sulla destra e da Hernanes che, non a caso, trovava il gol con un bellissimo tiro a giro dal limite, con Castan che per paura di essere superato non usciva prontamente e Stekelenburg che non appariva al di sopra di ogni sospetto.
COLPO DI SCENA – Il calcio è, però, un mondo misterioso e in dodici minuti una partita può cambiare volto. Otto minuti sono la distanza tra un rigore sbagliato che avrebbe potuto chiudere i giochi e uno realizzato che i giochi, al contrario li ha riaperti. Petkovic ha scoperto in quel breve lasso di tempo la vena autolesionistica della sua squadra. Il rigore (tocco di braccio di Marquinhos) spedito fuori da Hernanes. Il brasiliano, non contento, atterrava Pjanic in area e Totti trasformava il conseguente rigore. Infine, Biava nel giro di una decina di minuti si faceva espellere per doppia ammonizione. Giocavano la loro partita anche le panchine. Da un lato, Andreazzoli rinunciava a un opaco De Rossi (comunque colpito duro nel primo tempo) per aggiungere una punta (Destro) con allargamento da un lato di Lamela e dall’altro di Totti, Bradley in versione regista e Pjanic mezzala (poi entrava anche Dodò per Florenzi con l’avanzamento di Marquinho a centrocampo). Petkovic, invece, dopo l’espulsione di Biava, rinunciava a Ledesma per inserire Ciani. Pur in inferiorità numerica, la Lazio è riuscita a limitare al minimo i danni. Totti ha provato a scuotere la Roma, su punizione ha ingaggiato un duello personale con Marchetti ma alla fine ha dovuto accettare il bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno del pari.

Il Corriere dello Sport

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