Hernanes ha un conto in sospeso

Hernanes ha un conto in sospeso

ROMA – Vede Napoli e poi muore. Due anni fa 90 minuti a scaldare una panchina, l’anno scorso appena 51’ a girovagare per il campo. Stavolta sarà diverso, Hernanes è un altro, Petkovic non è Reja, il San Paolo non è più stregato. Vede Napoli e risorge. Il Profeta vuole…

ROMA – Vede Napoli e poi muore. Due anni fa 90 minuti a scaldare una panchina, l’anno scorso appena 51’ a girovagare per il campo. Stavolta sarà diverso, Hernanes è un altro, Petkovic non è Reja, il San Paolo non è più stregato. Vede Napoli e risorge. Il Profeta vuole sfatare la sua pessima tradizione partenopea. Intravede il Vesuvio, cresce il fuoco dentro. Alimentato da una traversa, colpita contro il Genoa, che gli ha rubato l’ennesima notte di gloria. Appuntamento rimandato a stasera. Diventicatevi il “vecchio” Hernanes, questo è uno scugnizzo.

TABU’ DA SFATARE – Lo sbircia Reja, non sono allucinazioni. Ha superato il dolore al piede La Lazio si prepara a blindarlo con  una maxi clausola Hernanes corre a tremila, insegue l’avversario, macina chilometri per oltre un’ora. Miracolo di Petkovic? E pensare che Zio Edy, in quel “maledetto” 4-3 del 3 aprile 2011, gli aveva addirittura preferito Bresciano, senza concedergli neppure le briciole del match. Non si fidava della tenuta del brasiliano in una sfida dai ritmi forsennati. Per poco non riservava a Hernanes il bis, la stagione successiva: alla fine il 19 novembre 2011 il brasiliano entrava nell’undici titolare, salvo uscirci dopo un tempo e una manciata di minuti. Ci aveva messo del suo, ciccando un gol quasi fatto. Eppure era furioso al cambio. Uno dei tanti, nell’ultima annata.

PROFETA NON IN PATRIA – Profeta in patria, si diceva. Perché Hernanes, una volta, segnava e brillava solo sotto le luci dell’Olimpico. Ormai è leggenda: in quest’inizio ha esultato quattro volte fuori casa, col Mura, a Bergamo contro l’Atalanta e la doppietta al Bentegodi col Chievo. Mica male: il presente racconta di un gioiello da esporre in vetrina ovunque, sempre e comunque. Tremava Petkovic, domenica sera, alla visione di quella brutta fasciatura al piede sinistro. Orrore per gli occhi biancocelesti. Strabuzzati adesso verso il San Paolo. Hernanes ci sarà e li riempirà di gioia. E’ una promessa.

LA NUOVA VITA  – E’ un’altra vita, una vita da mezz’ala. Nessun cambio, nessuna staffetta, Hernanes è una saetta. S’è riconvertito, il Profeta. E’ rinato centrocampista, non si divertiva così da tempo. Spinge da dietro, s’infila nello spazio, diventa imprendibile. Una delizia vederlo lottare così. E i palati fini si riscoprono ingordi: i tocchi di classe restano intatti, i ritmi finalmente sono continui. Bastava crederci, Petkovic s’è fidato. E il campo ora lo ripaga. Hernanes è una bomba sotto porta, un missile in mediana. Sudore al servizio del genio. Sfreccia e sorpassa, spezzerà qualsiasi diavoleria di Mazzarri. Hernanes è magia.

CLAUSOLA DA 50 MILIONI  – Ha scacciato la saudade, forse non s’era mai goduto così la Lazio. E la società adesso vuole blindarlo più che mai. Spera continui così, teme l’esposizione alle luci. C’è il rischio scottatura, anzi ustione. In Brasile ne sono certi, pronta una clausola anti-avvoltoi: Hernanes, per la Lazio, vale almeno 50 milioni…Di buoni motivi per offrirgli un rinnovo triennale a 2,5 milioni. Lotito stavolta pare abbia già fatto la proposta, prima che sia troppo tardi. Questo Hernanes vince, convince e attira il mondo. E’ una centrifuga di sogni. Non solo biancocelesti. Come quando era un  enfant prodige  del San Paolo. Adesso si riscopre campione al San Paolo.

fonte: CdS

Simone Davide

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