Hernanes prende la mira

Hernanes prende la mira

Parato, non era mai successo. Dischetto traditore, sedici metri fatali, Handanovic ipnotizzatore: il Profeta-arciere non aveva mai sbagliato un rigore prima di giovedì sera (6 penalty su 6, era questa la sua media italiana), è accaduto contro il Maribor. Palla a Hernanes, deve rifarsi, vuole scacciare quel fantasma, quell’immagine, quel…

Parato, non era mai successo. Dischetto traditore, sedici metri fatali, Handanovic ipnotizzatore: il Profeta-arciere non aveva mai sbagliato un rigore prima di giovedì sera (6 penalty su 6, era questa la sua media italiana), è accaduto contro il Maribor. Palla a Hernanes, deve rifarsi, vuole scacciare quel fantasma, quell’immagine, quel pallone respinto. Riparte la rincorsa: palla a Hernanes, mezzala dentro e bomber fuori, cioè in trasferta. Si scatena quando la Lazio va in gita, ha segnato a Bergamo contro l’Atalanta, ha schiantato il Chievo a Verona (due gol e grandi numeri). Casa d’altri per lui è terra di conquista, semina il panico in contropiede, assalta la porta avversaria come un vecchio bucaniere, finalizza ed è decisivo. Hernanes è incurante del fattore campo, non si fa condizionare dallo stadio amico o nemico. E’ un impavido, ha colpito anche in Europa, segnò a Maribor (in campo neutro) contro il Mura, si giocavano i play-off di Europa League. E’ il talismano della Lazio, quando segna si vince. Gli ultimi 14 gol realizzati in campionato hanno regalato 14 vittorie.

IL CONTO – Profeta da sempre e ora anche profanatore. Sul suo conto sono ascritti quattro gol in dieci partite ufficiali, tutti e quattro li ha segnati lontano dall’Olimpico, durante le escursioni fatte in questa prima fetta di stagione. In passato la storia era diversa, il Profeta colpiva in casa a ripetizione, non ci riusciva in trasferta. I numeri, oggi, nascondono un’anima nuova. Hernanes è Profeta e pirata, fuori casa sa colpire e i teatri caldi lo esaltano, lo caricano a mille, lo ispirano. La zampata di Bergamo, la doppia prodezza firmata a Verona e prima ancora il colpo di Maribor: immagini che tornano alla mente, punti che hanno fatto classifica, colpi che hanno lanciato in orbita la Lazio. Il Profeta ora punta il Pescara, vuole mantenere fede alla buona tradizione.

LA RISCOSSA – I rigori si sbagliano, non si può fare sempre centro. Li hanno sbagliati i più grandi, prima o poi succede. Hernanes sino a giovedì aveva sempre fatto centro, ne aveva realizzati 2 su 2 nel 2010-11 (1 in serie A e 1 in Coppa Italia) e 4 su 4 l’anno scorso (tutti in campionato). Il settimo rigore è stato fatale: Hernanes l’ha angolato, non l’ha tirato male, Handanovic è stato bravo a indovinare il lato giusto, a tuffarsi e a respingere. Palla a Hernanes, è pronta la ripartenza, ha voglia di riscossa, carica i tiri. Il Profeta non sbaglia due volte, ha tante rivincite da prendersi: il rigore sbagliato giovedì, la mancata convocazione in Nazionale, il gol che non arriva dal 16 settembre. Hernanes sogna una grande domenica, l’ultima prima della seconda pausa stagione. E’ partito a razzo, ha frenato un po’ nelle ultime uscite per colpa dell’infortunio accusato alla caviglia sinistra. Sta ritrovando la condizione, non ha mai perso il genio dell’artista imprevedibile, la scintilla che accende il gioco, rifornisce gli attaccanti e lo trasforma in goleador. Pescara è la nuova meta, il nuovo obiettivo, il nuovo stadio da sbancare. E se ci sarà da battere un rigore il Profeta non si tirerà indietro, il dischetto non gli fa paura.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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