Hernanes, profeta e regista

Hernanes, profeta e regista

Ciak! Hernanes regista. Gira e rigira può giocare dove vuole e se non gioca sta male: «Solo cause di forza maggiore possono tenermi fuori», ha detto di recente. Capacità di lettura, senso geometrico, talento puro. Hernanes a tutto campo, l’abbiamo conosciuto così nella Lazio, non ci stupiamo più. Prima rifinitore,…

Ciak! Hernanes regista. Gira e rigira può giocare dove vuole e se non gioca sta male:  «Solo cause di forza maggiore possono tenermi fuori», ha detto di recente. Capacità di lettura, senso geometrico, talento puro. Hernanes a tutto campo, l’abbiamo conosciuto così nella Lazio, non ci stupiamo più. Prima rifinitore, poi mezzala, ora di nuovo regista, come in Brasile. E’ successo a Moenchengladbach, nel secondo tempo. Ledesma non era al top, è uscito nell’intervallo. Vlado ha scelto il 4-4-2, ha associato Hernanes e Gonzalez sulla mediana, ha azzeccato la mossa. Il Profeta ha deliziato la platea, ha creato grossi problemi ai tedeschi e s’è rivelato decisivo fornendo l’assist del 3-3 a Kozak. Hernanes regista, lo rivedremo così a Siena. Ledesma è squalificato, Vlado ha l’alternativa pronta. Hernanes regista non è una novità, si è esibito anche con Reja in questo ruolo. E’ successo poche volte, l’esperimento non funzionò. Ma quella di oggi è tutta un’altra Lazio.

IL PASSATO -Le tracce portano in Brasile. Il Profeta, nel San Paolo, giocava a centrocampo. Nel 3-5-2 faceva la mezzala destra e il regista, stava davanti alla difesa, vinse due scudetti di fila. Muricy Ramalho, il suo primo allenatore, lo piazzava nel cuore della mediana, la squadra girava attorno a Hernanes. Con l’arrivo di Ricardo Gomes in panchina, il Profeta iniziò ad esibirsi nel 4-4-2, comandava il gioco partendo da dietro. Era un po’ Pirlo e un po’ Kakà (aveva licenza d’affondare), lo definivano in questo modo. Hernanes iniziò a stupire, il Milan pensò a lui per il futuro, per sostituire i suoi gioielli, chiese informazioni l’Inter, si parlò dell’interesse del Barcellona.
GLI STUDI -Hernanes è un Profeta del calcio, è uno studioso, non solo un inventore di giocate, conosciamo la sua storia. Grazie agli studi fatti con l’amico-guru Jota Alves è cresciuto sotto ogni punto di vista: atletico e tecnico. Quando copriva il ruolo di volante (in Sudamerica è definito così) il brasiliano lavorava per sviluppare la visione gioco, per calciare indifferentemente di destro e di sinistro. Durante quel periodo imparò a dribblare con le finte di corpo:  «Sono un giocatore versatile, posso giocare avanti o dietro, secondo le necessità della Lazio e del Brasile. Il calcio sta cambiando, oggi tutti i calciatori devono essere più duttili, devono imparare a svolgere diverse funzioni», è una delle frasi che Hernanes ripete con frequenza raccontandosi. Gli studi fatti con Jota Alves negli ultimi anni sono finiti sotto la lente d’ingrandimento dell’Universidade do Futebol Brasileiro, una università del calcio che organizza corsi tattici e di preparazione fisica, master e specializzazioni. Ha studiato i metodi del Profeta, il modo in cui si applica negli allenamenti, le tecniche che ha utilizzato per crescere e per diventare un giocatore duttile. I risultati son ben visibili in campo: Hernanes è un jolly, è ciò che serve, è ciò che vuole essere.

LA SQUADRA -Sì, Petkovic pensa al Profeta come regista del 4-4-2. Mauri non sarà disponibile a Siena (ieri ha lavorato in palestra), Ledesma è squalificato. Serve un intervento a centrocampo: il brasiliano dovrebbe giocare accanto a Cana, sulle fasce sono pronosticati Candreva e Lulic. Due punte: Floccari e Kozak potrebbero partire in coppia dal primo minuto. Ballottaggio Dias-Ciani in difesa, Biava verso la conferma insieme a Konko e Radu. Vlado pensa al turnover, giovedì si giocherà il ritorno contro il Borussia, le fatiche vanno distribuite bene. In panchina, a parte Gonzalez, si terranno pronti Onazi e Ederson, Pereirinha e Saha, presto toccherà anche a loro

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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