Hernanes sparito e difesa in tilt: Lazio in un tunnel

Hernanes sparito e difesa in tilt: Lazio in un tunnel

Dov’è finito Hernanes? Esattamente dov’è finita la Lazio da quando ha perso lui e Klose, in un tunnel. Loro due e la difesa di ferro erano le armi più efficaci di Petkovic, la chiave dei 16 risultati utili consecutivi che avevano illuso la Lazio di poter correre addirittura per lo…

Dov’è finito Hernanes? Esattamente dov’è finita la Lazio da quando ha perso lui e Klose, in un tunnel. Loro due e la difesa di ferro erano le armi più efficaci di Petkovic, la chiave dei 16 risultati utili consecutivi che avevano illuso la Lazio di poter correre addirittura per lo scudetto. Ma ora il ferro è diventato burro, il tedesco è fuori, fino a quando lo sapremo dopo la visita di oggi in Germania, mentre del «Profeta», che in campo ci va anche se non pare, si sono perse le tracce in tutto il girone di ritorno. Il brasiliano è una metafora perfetta: bello nella prima parte di stagione (soprattutto in trasferta dove ha segnato 6 gol degli 8 totali) quanto invisibile nella seconda. Proprio come la Lazio, anti-Juve fino a gennaio e ora strattonata fuori per la prima volta dalla zona Champions. È l’inizio della fine dei sogni di gloria come nei due anni di Reja? Non è detto. Ma questo è senz’altro il mese della verità: Fiorentina e Catania in casa, in mezzo il Torino fuori, fino al derby del 7 aprile e passando anche dalla doppia sfida con lo Stoccarda in Europa League (giovedì prossimo e quello dopo, il 14, nell’Olimpico a porte chiuse). Calendario impegnativo a cose normali, figuriamoci con una panchina sempre più
corta e con uno stato generale di usura da super-utilizzo che il tecnico può tamponare solo con l’aiuto dello staff medico (oggi verifica su Mauri in chiave Stoccarda) visto che dalla società, tra acquisti mancati e giocatori «esodati», non è arrivato granché. In più, i margini si assottigliano ancora se si considerano i numeri freschi (a Milano tre reti al passivo come a Siena, a Marassi col Genoa e a Moenchengladbach, difesa a picco negli ultimi due mesi con 18 gol subiti sui 38 totali in tutte le competizioni) e quelli che evidenziano il trend globale soprattutto in trasferta contro le squadre ai vertici della classifica: solo un punto – a Torino contro la Juve – e poi solo sconfitte sui campi di Napoli, Catania, Firenze e Milano (col Milan). I segnali del gruppo non sono certamente incoraggianti, così come le prove recenti dei singoli: gli svarioni di Radu, il momentaccio di Dias, la fragilità di Pereirinha, l’ingenuità di Candreva, nemmeno Marchetti a San Siro è uscito dal campo immune da colpe. E di «ricambi che servono», così come ha invocato Petkovic a fine gara col Milan, neanche l’ombra. O non ci sono del tutto o non si possono toccare come Cavanda e Diakité. Eppure il calo c’è ed è evidente, servirebbero nuove risorse per invertire la rotta. Petkovic oggi spera in buone nuove su Klose e Mauri, mentre l’unica nota d’ottimismo gli è arrivata da Ederson, un recupero che, con Hernanes irriconoscibile almeno da quando ha preso la botta in testa contro la Juve, può diventare fondamentale per non destarsi dai sogni Champions. Nei pochi minuti di San Siro Ederson è andato bene, sicuramente meglio di Hernanes. Il cambio tra brasiliani contro il Milan sembra un «trailer» del film che potrebbe uscire a giugno, una cessione del «Profeta» che non vuole rinnovare (scadenza 2015) e che la Lazio potrebbe lasciar andare (alla Juve?) forte anche dell’acquisto di Felipe Anderson. Intanto oggi parte il ricorso della Lazio contro la decisione dell’Uefa di chiudere due turni l’Olimpico per i saluti fascisti fatti nella partita col Borussia. Entro la settimana si decide, la Lazio spera almeno in uno sconto.

Il Corriere della Sera

Cittaceleste

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