Hernanes trascinatore col casco

Hernanes trascinatore col casco

La testa della Lazio, col caschetto d’ordinanza. A Siena Anderson Hernanes sarà il fulcro del gioco, due passi indietro e le chiavi della squadra come nel secondo tempo contro il Borussia. Ledesma è squalificato, un turno di stop è obbligato e anche opportuno visto il suo pezzo di partita in…

La testa della Lazio, col caschetto d’ordinanza. A Siena Anderson Hernanes sarà il fulcro del gioco, due passi indietro e le chiavi della squadra come nel secondo tempo contro il Borussia. Ledesma è squalificato, un turno di stop è obbligato e anche opportuno visto il suo pezzo di partita in Germania. E Petkovic ha deciso di cogliere al volo l’occasione di varare la sua terza Lazio stagionale, dopo il collaudato 4-1-4-1 e l’utile 3-5-2 ecco il semi nuovo 4-4-2, adottato solo qualche volta (e con scarsi risultati) ad inizio stagione, che sembra calzare a pennello sulle caratteristiche di Hernanes. Nella ripresa di Moenchengladbach il brasiliano si è riacceso, è tornato a macinare gioco fornendo ritmo alla squadra e l’assist per il pareggio di Kozak al 93’. Da «volante» come al San Paolo, il ruolo che il brasiliano preferisce perché non gli chiede troppa velocità con i piedi, forse il suo tallone d’Achille, e gli dà più possibilità di liberare la fantasia con gli assist. Forse dovrà sacrificare un po’ il tiro, magari non potrà dare polpa al personale «score» lontano dall’Olimpico (con 6 gol è il bomber da trasferta della squadra, l’ultima rete su rigore a Palermo), ma avrà a disposizione i polmoni di Gonzalez e i movimenti di due punte. In ogni caso in Germania Petkovic lo ha rivisto ai livelli fisici della prima parte di stagione, prima del logico calo atletico dovuto all’inizio sprint e prima della botta alla testa rimediata con la Juve in Coppa Italia che l’ha tenuto fuori un paio di settimane facendogli perdere la forma e che ora lo fa giocare col caschetto protettivo. Che ormai non è più un problema, anzi rischia di diventare un marchio di fabbrica, uno spunto di marketing. Ora, infatti, non ne avrebbe più bisogno, psicologicamente ha dimostrato di non aver accusato il colpo. In realtà è stato così dal giorno dopo, il «Profeta» ha bruciato le tappe perché voleva assolutamente tornare in campo e c’è riuscito a tempo di record e nonostante il parere degli specialisti neurologi sulle sue condizioni non fosse univoco. Contro il Napoli ha rotto il ghiaccio, all’inizio nei contrasti un po’ di timore lo sentiva, poi si è scordato della zuccata e della notte passata al «Gemelli» sotto osservazione ed è tornato quello di prima. «Petko» gli consegna le chiavi della squadra, in assenza di Klose Hernanes ha la tecnica e, spera il tecnico, anche la personalità per prendere in mano la squadra in una trasferta delicata perché c’è il trend del flop post-Europa League da invertire e perché evoca il ricordo di uno dei momenti più difficili della scorsa gestione: all’Artemio Franchi, l’anno scorso a gennaio, la Lazio di Reja rimediò un pesante 4-0 che spaccò l’ambiente fino alle dimissioni del tecnico e all’apertura di una crisi risolta solo con l’addio a fine stagione.

Il Corriere della Sera

Cittaceleste

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