Hernanes tuttofare

Hernanes tuttofare

Hernanes 3.0, oggi è giusto dire così. L’evoluzione di Hernanes si è completata in un freddo giovedì sloveno: regista della Lazio, al centro del progetto, nel cuore di una squadra mai così sua. È la terza edizione del Profeta, nato trequartista con Reja, trasformato mezzala da Petkovic e provato a…

Hernanes 3.0, oggi è giusto dire così. L’evoluzione di Hernanes si è completata in un freddo giovedì sloveno: regista della Lazio, al centro del progetto,  nel cuore di una squadra mai così sua. È la terza edizione del Profeta, nato trequartista con Reja, trasformato mezzala da Petkovic e provato a Maribor — con risultati eccellenti —in mezzo al campo. Evoluzione Com’è cambiata la Lazio. Com’è cambiata la percezione del brasiliano e la sua maturazione. Lo ha ricordato lui stesso,  giorni fa: «Edy Reja al mio arrivo a Roma
mi chiese di giocare trequartista e io accettai  ». Da buon soldatino — citazione Antonio Cassano — non disse no, seppure il suo passato al San Paolo raccontasse altro. E da lì, dalla sua storia  brasiliana, è ripartito Vladimir
Petkovic in estate. Ha visto all’opera il brasiliano e ha pensato che sarebbe stato un delitto allontanarlo dal centro della Lazio. Più che riflettere a come far arrivare il pallone  al brasiliano, Petkovic ha pensato che sarebbe stato proprio il Profeta a doversi porre il problema: le azioni devono partire da lui, non passare da lui.
«È una posizione che mi piace, in mezzo sono io a decidere l’evoluzione del gioco», ha  spiegato Hernanes. E a Maribor si è visto l’ultimo step della trasformazione: qualche passo più indietro,  qualche passo più al centro
ed eccolo là, il Profeta regista. Con risultati eccezionali, forse persino sorprendenti. Una prova di futuro, in attesa che il 3-4-3 diventi anche una  precisa scelta e non solo un’opzione percorribile. E con scenari
oggi solo immaginabili: una coppia con Ledesma? Oppure  in concorrenza con l’italoargentino, insieme con Gonzalez? Che media Problemi futuribili, a  Bologna domani si rivedrà l’opzione numero 2, l’Hernanes mezzala. Con licenza di attaccare, ovvio. Perché poi sarebbe  un peccato non strizzare l’occhio al passato. E il passato racconta che proprio al Bologna Hernanes segnò la prima rete  con la maglia della Lazio: 12 settembre 2010, rigore sotto la curva Nord a chiudere la partita. E un anno fa, proprio al Dall’Ara, un suo calcio di punizione
deviato in porta da Acquafresca aprì la strada del successo.  Domani ci riproverà, alla caccia del gol numero 31 con la Lazio. Ma soprattutto, a smentire  l’idea che allontanarlo dalla porta gli avrebbe precluso la possibilità di rendersi pericoloso  in area avversaria. Guarda  un po’ com’è la storia: il Profeta è già a quota 6  reti in campionato. Viaggia a medie elevate, continuando  così il record di 11 gol lo batterà in carrozza. A questo punto del torneo, cioè dopo 15  giornate, mai aveva segnato così tanto in Italia.

 Ambizioni Gli resta il cruccio dell’Europa,di non aver mai segnato con la Lazio in campo internazionale, se non nei playoff. Avrà tempo per abbattere anche questa barriera. Nel frattempo,  per due mesi c’è da spingere in Italia. Perché stavolta non accetterebbe un’altra stagione in Europa League. Non accetterebbe di guardare ancora la Champions in televisione. È a lui che la Lazio chiede il terzo posto, è al terzo posto che il
Profeta mira. Lo disse nell’estate 2010, stupendo a Formello  un ambiente che aveva appena finito di lottare per evitare la Serie B. Lo ha ripetuto due anni  dopo, ricordando come il mancato terzo posto del   campionato scorso lo avesse svuotato, demotivato. Ora è ripartito. Petkovic gli ha affidato le chiavi, lui ha messo in moto e via, per un viaggio che ha come meta il ritorno nella Seleçao. Vuole arrivare al cuore del Brasile, dopo aver conquistato quello della Lazio.

La Gazzetta dello SPort

Cittaceleste

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