I numeri del divertimento

I numeri del divertimento

 Pioggia di gol all’Olimpico. Sono mancati solo quelli buoni per entrare in Champions con Reja, ma la Lazio nel 2012 non ha mai tradito le attese. Almeno una rete in ogni partita casalinga, una striscia lunga 14 partite consecutive. Petkovic si augura di allungare la serie positiva e di impallinare…

 Pioggia di gol all’Olimpico. Sono mancati solo quelli buoni per entrare in Champions con Reja, ma la Lazio nel 2012 non ha mai tradito le attese. Almeno una rete in ogni partita casalinga, una striscia lunga 14 partite consecutive. Petkovic si augura di allungare la serie positiva e di impallinare anche il Genoa. In ordine cronologico l’ultima volta in cui la Lazio è rimasta all’asciutto, senza festeggiare neppure un gol all’Olimpico, risale al 21 dicembre del 2011. Era quasi la vigilia di Natale, si recuperava la partita con il Chievo, prima giornata del girone d’andata slittata a causa dello sciopero dell’associazione calciatori. Senza contare il pareggio a reti bianche con il Chievo, la serie positiva si allungherebbe a diciassette partite mettendoci dentro anche il 2-2 con l’Udinese, la vittoria in Europa League (2-0) con lo Sporting Lisbona e la tripletta (3-0) al Novara.

MEDIE – Ma il dato significativo appartiene al 2012. Quattordici partite in cui la Lazio è andata sempre a segno transitando dalla gestione Reja alla nuova conduzione di Petkovic, che all’Olimpico ha sommato soltanto due presenze. Il debutto in Europa League con il Mura (3-1) e l’esordio casalingo in campionato del 2 settembre con il Palermo (3-0). Prendendo in esame il 2012, la Lazio all’Olimpico ha realizzato due gol di media a partita, un totale di 28 reti in 14 incontri. Aumenteranno, a rileggere la statistica, i rimpianti di Reja, che s’è visto sfuggire i preliminari di Champions per la seconda stagione consecutiva e con la pesantissima assenza di Klose. I due pareggi dell’Olimpico per 1-1 con Lecce e Siena, all’inizio di maggio, proprio ad un passo dal traguardo, sono stati fatali. Determinanti ancora di più della sconfitta di Udine del 29 aprile, quando Guidolin piazzò l’aggancio al terzo posto, a quota 55 punti. E’ stata una discesa che fa rabbia e che ancora oggi, riguardando i risultati, sembra incredibile. E’ sfumato il podio del campionato che la Lazio aveva sempre avuto in pugno.

CHAMPIONS – Il 2012 della squadra biancoceleste si era aperto con il 3-2 al Verona in Coppa Italia. Una partita spettacolare e risolta da una magìa su punizione di Hernanes. Pochi giorni dopo la doppietta all’Atalanta e all’inizio di febbraio l’impresa con il Milan di Allegri, piegato dal guizzo di Hernanes e dal raddoppio di Rocchi (a digiuno da quella sera). Un’altra tripletta arrivò la sera del 9 febbraio con il Cesena a capo di una rimonta pazzesca (da 0-2 a 3-2 con gol decisivo di Kozak). Poi le medie della squadra di Reja si abbassarono. Una rete di Klose in Europa League prima di essere piegati dall’Atletico Madrid di Simeone (1-3), un’autorete di Rubin con il Bologna a imperversare (altra sconfitta per 1-3), la vittoria faticosa con il Cagliari grazie ad un colpo di testa di Diakitè negli ultimi minuti della ripresa. A chiudere le imprese con il Napoli (la sera della rovesciata poster di Mauri) e il successo del 13 maggio sull’Inter di Stramaccioni con gli applausi a Reja e tanti rimpianti per la Champions sfumata. Il resto è storia di questi giorni. In attesa di nuovi capitoli e di allungare la serie.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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