Il derby di Lotito e Petkovic

Il derby di Lotito e Petkovic

LO SFOTTÒ è implacabile: “Hanno iniziato co’ Lamela, hanno finito co’ tre pere”. Se la godono, i laziali. Scritta diabolica su un muro di Vigna Stelluti: “Tranquilli, la spazza Piris”. Sul web impazzano i fotomontaggi “dedicati” a Totti e Zeman, nelle radio voci euforiche esaltano Petkovic e gli uomini-derby Klose…

LO SFOTTÒ è implacabile: “Hanno iniziato co’ Lamela, hanno finito co’ tre pere”. Se la godono, i laziali. Scritta diabolica su un muro di Vigna Stelluti: “Tranquilli, la spazza Piris”. Sul web impazzano i fotomontaggi “dedicati” a Totti e Zeman, nelle radio voci euforiche esaltano Petkovic e gli uomini-derby Klose (influenzato, niente nazionale), Candreva (ora per riscattare la metà dell’Udinese serviranno 5 milioni) e Mauri. Nel giorno dell’esaltazione, Lotito detta parole che fanno rumore: «Ci manca solo un po’ di cinismo agonistico e così non sempre raccogliamo quello che meritiamo. Il motivo? Non vogliamo infierire sull’avversario perché nella nostra squadra ci sono tanti bravi ragazzi e se possono vincere 6-0, magari si fermano. Anche stavolta è mancata la cattiveria per segnare più gol». Il presidente che si fa tifoso: «La sfida con la Juve sarà molto più difficile». E ancora: «Noi la squadra più forte di Roma? Dal punto di vista anagrafico siamo il club più antico visto che siamo nati nel 1900 e gli altri (testuale, ndr) molti anni dopo. Per il resto vogliamo dimostrare di essere più bravi con i fatti e finora siamo andati bene». Ma il vero trionfatore del derby è Petkovic. Questa vittoria ha convinto anche chi non credeva nelle sue capacità: “Combatto lo scetticismo da anni, ci sono abituato”, dice il tecnico alla radio del club. Il day-after lo ha vissuto a casa sua, a Bellinzona, con moglie e figlie: «Sono scappato da Roma per restare con i piedi per terra. È stato il derby che sognavo. Ci siamo ripresi dallo shock iniziale grazie al gol di Candreva e poi abbiamo schiacciato l’avversario». Replica con ironia a Zeman: «Noi siamo abituati a giocare con i lanci lunghi…». Il retroscena: «Se non si fosse infortunato Candreva, avrei inserito Kozak». E Marchetti fa autocritica: «Il gol di Pjanic è colpa mia, ovvio: dovevo piazzarmi più vicino alla porta». Sabato, senza Lulic e Mauri, c’è da affrontare la Juve: «Sono i favoriti per lo scudetto — dice Petkovic — ma noi puntiamo al colpaccio: servirà una Lazio perfetta». Viene in mente il post di un tifoso su Facebook: “Yes, we can… dreva”.

La Repubblica

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