Il futuro si chiama Onazi

Il futuro si chiama Onazi

 La convocazione non è ancora arrivata, ma viene considerata una formalità. Il ct Keshi lo considera del gruppo e nell’ultima amichevole, il 16 novembre a Miami con il Venezuela, Eddy Onazi è entrato in corsa (seconda presenza) e ha realizzato il suo primo gol in nazionale. Il centrocampista della Lazio…

 La convocazione non è ancora arrivata, ma viene considerata una formalità. Il ct Keshi lo considera del gruppo e nell’ultima amichevole, il 16 novembre a Miami con il Venezuela, Eddy Onazi è entrato in corsa (seconda presenza) e ha realizzato il suo primo gol in nazionale. Il centrocampista della Lazio quasi certamente entrerà a far parte della lista dei convocati delle Super Eagle per la Coppa d’Africa. La ventinovesima edizione si terrà in Sudafrica dal 19 gennaio al 10 febbraio. Onazi, entro qualche giorno, attende la convocazione. A Natale, quando il campionato di serie
Contratto al sicuro sino al 2016, Petkovic lo considera vice-Ledesma, ma dovrà farne a meno per più di un mese: in arrivo la convocazione per la Coppa d’AfricaA si fermerà, il nigeriano saluterà tutti e partirà per il ritiro della nazionale.

GENNAIO – Petkovic rischia di perderlo per un mese e mezzo o almeno sino a quando la Nigeria non verrà eliminata dal torneo. Prima di fine gennaio, nella migliore delle ipotesi per la Lazio, Onazi non sarà a disposizione. E bisognerà tenerne conto nel calcolo dei centrocampisti. Eddy giovedì notte a Maribor s’è riproposto alla grande, ha giocato con personalità e autorevolezza. Petkovic lo ha piazzato sulla linea mediana accanto a Hernanes, mezz’ala di costruzione. Onazi ha interpretato bene il copione tattico del 3-4-3. Rapidità nel recupero del pallone, quello che serve in un sistema di gioco con poca densità a centrocampo, velocità nella distribuzione del gioco. Petkovic era soddisfatto dal contributo del nigeriano e di Hernanes: non era la prima volta che giocavano in tandem (era successo anche con il Mura) e hanno dimostrato di sapersi integrare bene.

RUOLO – Una dimostrazione supplementare per confermare, se ce ne fosse bisogno, che la Lazio ha già trovato in prospettiva l’erede di Ledesma. Anche ad Auronzo di Cadore, durante il ritiro precampionato, spesso Petkovic provava Onazi come alternativa al regista italo-argentino. Il ruolo, con caratteristiche leggermente diverse, è lo stesso. Il nigeriano è un centrale di centrocampo: ha tiro, contrasto e palleggio per organizzare la manovra. E non è lento, ma recupera veloce il pallone. Deve migliorarsi sotto un aspetto: ha bisogno di rendere più semplice ed efficace il possesso del pallone. A volte cerca la giocata più complicata a discapito della manovra che può decollare con un solo tocco.

FUTURO – La Lazio ci crede e si sente al sicuro. C’è un’intesa di massima relativa al futuro. Onazi ha un contratto in scadenza 2014 con un’opzione per ulteriori due stagioni. La società biancoceleste è coperta sino al 2016, nessuno potrà strapparle un gioiello lanciato dall’ex interista Taribo West e scoperto dal ds Tare, che lo portò al centro sportivo di Formello nel gennaio 2010. Gli esordi con la Primavera di Bollini e subito una grande impressione al torneo di Viareggio, una stagione complicata da una pubalgia difficile da superare prima dell’esordio in serie A, con Edy Reja, alla penultima giornata (Atalanta-Lazio 0-2) del passato campionato. Petkovic lo sta facendo crescere, con calma, nel modo giusto. Il vice Ledesma si chiama Onazi. E resterà a lungo alla Lazio.

Il Corriere dello Sport

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