Il mercato di gennaio fa grande la Lazio

Il mercato di gennaio fa grande la Lazio

Che cosa hanno in comune Biava, Radu, Dias, Floccari, Candreva e Mauri, cioè i mattoni su cui Petkovic ha costruito la sua Lazio? La stessa maglia, ovviamente, ma anche lo stesso mese che hanno scelto per indossarla: gennaio. Il mercato, soprattutto quello invernale, è una porta girevole e Lotito spesso…

Che cosa hanno in comune Biava, Radu, Dias, Floccari, Candreva e Mauri, cioè i mattoni su cui Petkovic ha costruito la sua Lazio? La stessa maglia, ovviamente, ma anche lo stesso mese che hanno scelto per indossarla: gennaio. Il mercato, soprattutto quello invernale, è una porta girevole e Lotito spesso l’ha fatta ruotare per affondare il colpo su giocatori che da altre parti stavano facendo fatica o che semplicemente avevano voglia di cambiare. Se si considera che anche l’affare del secolo, Miro Klose, era stato progettato e praticamente definito per gennaio 2011 prima di essere rimandato a giugno perché il Bayern Monaco chiedeva contanti per liberare il suo bomber prima della scadenza naturale del contratto, si arriva al punto: la Lazio di adesso, l’anti-Juve sia in campionato che in semifinale di Coppa Italia, lo squadrone che non perde da 13 partite e che anche in Europa League ha ottime credenziali per andare oltre il sedicesimo col Borussia Mönchengladbach, è una squadra progettata e nata a gennaio, proprio come il club. La traccia c’è, il presidente Lotito potrebbe ancora scegliere di muoversi nel solco di quanto fatto dal 2004 ad oggi. Handanovic, Rolando Bianchi, Jimenez, Bazzani, Sculli e molti altri ancora sono transitati dalla Lazio entrando dalla finestra del mercato d’inverno: alcuni sono rimasti, altri sono andati e altri ancora non sono riusciti a venire, come il giapponese Honda. Di certo non si può dire che a gennaio il presidente sia abituato a restare fermo, e Petkovic ha chiesto qualche risorsa in più per gestire meglio il suo gruppo. Ma ora c’è un ma e lo spunto lo dà Hernanes: «Stiamo facendo una stagione molto buona, cerchiamo di andare avanti con questo ritmo – ha dichiarato a terra.com.br – Ora dobbiamo pensare solo all’Atalanta, ragionando così potremo andare lontano». Finché la barca va, lasciala andare, insomma. Perché oggi intervenire sulla squadra è più difficile degli anni scorsi. Le idee per fare affari d’oro non mancano, l’ultima in ordine di tempo è quella relativa al mediano del San Paolo Casemiro e si è mosso anche l’ex-paulista Dias, spesso ambasciatore della Lazio per il mercato brasiliano: l’anno scorso Casemiro costava 20 milioni, ora il San Paolo si accontenta di 6 e l’affare si può fare. Ma il gruppo è compatto così com’è, gli elementi di disturbo sono stati allontanati, e a toccare un giocattolo che funziona ci si pensa due volte. «Siamo coscienti di avere un organico che può competere con tutti – ha detto ieri Lotito – Il nostro spogliatoio ha un equilibrio e non vogliamo alterare la corrente empatica che si è creata». Ma conta più l’empatia o la tecnica?

Il Corriere della Sera

Cittaceleste

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy