IL MESSAGGERO – Con Keita è Lazio-Show

IL MESSAGGERO – Con Keita è Lazio-Show

IL MESSAGGERO La limpida vittoria non placa l’ira dei tifosi biancocelesti che applaudono i calciatori e insultano, senza soluzione di continuità, il presidente Lotito e il ds Tare. Sotto la pioggia battente, il dopo-Hernanes comincia con una prestazione di spessore, la più convicente della nuova gestione Reja. Partita senza storia,…

IL MESSAGGERO

La limpida vittoria non placa l’ira dei tifosi biancocelesti che applaudono i calciatori e insultano, senza soluzione di continuità, il presidente Lotito e il ds Tare. Sotto la pioggia battente, il dopo-Hernanes comincia con una prestazione di spessore, la più convicente della nuova gestione Reja. Partita senza storia, sempre in pugno, controllata con agio assoluto, e punteggio che non rispecchia lo strapotere della Lazio che dispone senza difficoltà del modesto e remissivo Chievo. Un’affermazione, che arriva al culmine di una settimana delicata, che consente di accorciare il distacco dalla zona Europa, aprendo orizzonti nuovi.

LA FORZA SULLE FASCE
Il secondo successo esterno consecutivo ribadisce come sia cambiato il passo rispetto un mese fa, quando al timone c’era Petkovic. Adesso la Lazio si muove e gioca da squadra, è compatta in ogni reparto, concede pochissimi spazi, sfrutta a dovere quelli degli avversari. E ottiene grandi risultati pure in tarsferta. Solida nella coppia centrale difensiva, Biava-Dias, puntuale nell’impostazione del gioco, con Ledesma e Biglia, addirittura prepotente sulle fasce, che rappresentano i veri punti di forza. Candreva a destra fa quello che vuole: supporta Cavanda, riparte, segna un gran gol, lavora per i compagni, cambia fronte della manovra.

PROVA CONVINCENTE
Una prova decisamente superlativa, la migliore della stagione. A sinistra Lulic porta avanti una quantità di palloni, sempre arrembante, sfiora il gol. Keita ha guizzi da predestinato, regala l’assist per il vantaggio a Candreva, firma il raddoppio, sempre incisivo nel cuore della difesa scaligera. Il Chievo, costretto a subire l’iniziativa ospite e dovendo quindi badare a difendersi, combina poco in fase offensiva, soprattutto per merito del dispositivo biancoceleste. Un tiro nel primo tempo, con Paloschi che alza di testa, nessuno nella ripresa così Berisha viene infastidito soltanto dalla pioggia incessante.

SERIE POSITIVA
La striscia positiva di Reja in campionato prosegue: 3 vittorie, 2 pareggi che restituiscono alla classifica un aspetto più confortante. Ma piace soprattutto la ritrovata personalità della squadra che le consente di esprimersi con sicurezza e continuità, senza essere più avviluppata nelle antiche paure. La vecchia guardia torna protagonista e, nel contesto, anche Biglia dimostra di potersi inserire meglio con Ledesma che resta sempre il perno del centrocampo, quello che protegge la difesa a tre. Il nuovo assetto tattico si conferma affidabile, grazie alla copetura adeguata dei centrocampisti e si vede una costante crescita della condizione atletica complessiva. Il vantaggio di Candreva, arrivato dopo 6 minuti, incanala la sfida sui binari tattici favorevoli alla Lazio che può amministrare il pallone e ripartire. In attacco, un po’ sotto tono Klose, ci pensa Keita a rubare la scena davanti a Puggioni. Il giovane spagnolo, passo felpato, dribbling, tiri da calciatore importante, è difficile da marcare perché imprevedibile e veloce: una grande risorsa per l’allenatore.

OCCASIONI SPRECATE
Se la prima frazione si sviluppa sui binari dell’equilibrio nella ripresa la Lazio alza il ritmo, mette il Chievo alle corde e prova più volte a chiudere il conto. Ogni ripartenza diventa un’occasione da gol: per Keita, Lulic, Klose, Gonzalez, i biancocelesti imperversano nell’area veneta e sciupano calcio a ripetizione sotto porta. Al 25’ un sinistro di Keita, deviato da Canini, fissa il risultato sul 2-0 mandando in archivio le velleitarie ambizioni dei padroni di casa. E’ una Lazio vivace e intraprendente, che concede molto anche allo spettacolo, al cospetto di un avversario intimorito che non mette in campo neppure la necessaria determinazione agonistica. Subisce senza imbastire mai una manovra veramente articolata, imperniata soprattutto sui lanci lunghi e nemmeno l’ingresso di Pellissier riesce a scuotere il Chievo dal torpore mentre il tecnico Corini segue tutto l’incontro in piedi, sotto l’acqua.Reja, dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia e la cessione del Profeta può tormare a sorridere: la Lazio corre in campionato ed è pronta per affrontare il derby.

 

 

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