IL MESSAGGERO – Conte, il silenzio e’ d’oro

IL MESSAGGERO – Conte, il silenzio e’ d’oro

IL MESSAGGERO LA POLEMICA TORINO Il conte furioso, silente, ma pur sempre furioso e un po’ insofferente. Non è un titolo di un libro, né un thriller. Ieri Antonio da Lecce non ha parlato. Non è la prima volta che capita. Ha chiesto espressamente alla società di annullare la conferenza…

IL MESSAGGERO

LA POLEMICA
TORINO Il conte furioso, silente, ma pur sempre furioso e un po’ insofferente. Non è un titolo di un libro, né un thriller. Ieri Antonio da Lecce non ha parlato. Non è la prima volta che capita. Ha chiesto espressamente alla società di annullare la conferenza stampa della vigilia. E la cosa potrebbe ripetersi anche nelle prossime puntate.

PERCHÉ?
Secondo il tecnico, qualcuno avrebbe interpretato male le sue parole prima della sfida contro la Sampdoria quando gli è stato chiesto di commentare Roma e Napoli che si stavano rinforzando sul mercato e la Juve, per bocca di Marotta, sarebbe rimasta così. Conte ha risposto di «non sentirsi tranquillo». Cosa significa non sentirsi tranquillo? Aver paura delle avversarie oppure dietro c’era un messaggio in codice indirizzato alla società di rispondere alla concorrenza, comprando? Lo scopriremo. Che la dirigenza proverà ad accontentarlo non ci sono dubbi. È sempre stato così, nei limiti del bilancio e delle esigenze di cassa. Se partirà Vucinic arriverà un esterno offensivo (Menez, Nani, Lamela) o una punta? O entrambi? Se dovesse rimanere il montenegrino, potrebbe partire Quagliarella. Tutto è in evoluzione. Fatto sta che giorno dopo giorno cresce il livello di insofferenza di Conte verso il sistema calcio italiano. Spesso il tecnico ha criticato i media, l’odio degli anti-juventini che a volte si trasforma in violenza (contro il pullman), ha sottolineato le pressioni di sedersi sulla panchina bianconera. Potrebbe essere un segnale di resa. Lui non ha mai fatto mistero di voler allenare all’estero. Un giorno, magari. Andrea Agnelli prima di Natale a «Il Messaggero» ha detto che si augura che Conte possa restare a lungo. Nessuno però dovrà e potrà meravigliarsi se a fine stagione dovesse salutare tutti.

LE SCELTE
Allenamento pomeridiano per i campioni d’Italia a Vinovo. Poi subito partenza per Roma dall’aeroporto di Caselle. Oggi è prevista una rifinitura nella Capitale, dove il tecnico salentino scioglierà l’unico dubbio (Marchisio per Pirlo non al meglio). Non dovrebbero esserci sorprese eclatanti. Anzi. Giocheranno i titolarissimi. Ad eccezione di Chiellini, squalificato e vittima di un problema muscolare. Al suo posto scenderà in campo Ogbonna nel 3-5-2 disegnato per l’occasione. Per il resto tutti confermati. A partire dai tre tenori – Vidal, Pirlo e Pogba – agli esterni titolari – l’ex Lichtsteiner e Asamoah – fino ad arrivare a Tevez e Llorente, gli intoccabili. Proprio l’esplosione dello spagnolo ha messo nelle condizioni il montenegrino di chiedere di essere ceduto.

GIALLO MIRKO
Ieri Mirko si è allenato insieme ai compagni. Si è riappropriato dell’armadietto che aveva svuotato lunedì verso l’ora di pranzo quando gli avevano comunicato che doveva andare a Milano per fare le visite mediche all’Inter e poi firmare il contratto con i nerazzurri. Potrebbe essere solo una soluzione temporanea, perché la società vorrebbe venderlo. In lizza l’Inghilterra, lo Zenit di Spalletti, il Monaco di Ranieri e sullo sfondo sempre l’Inter (difficilissimo, a meno di una retromarcia con scuse di Thohir). I compagni di squadra comunque lo hanno accolto con affetto. Si sono stretti intorno a lui. Lo hanno rincuorato. Conte però ha deciso di non portarlo a Roma.

 

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