IL MESSAGGERO – Il progetto e’ Reja

IL MESSAGGERO – Il progetto e’ Reja

(IL MESSAGGERO) – ROMA Deja-vu scontato. Il progetto si chiama di nuovo Reja. Ha due targhe da “eroe del derby” a Formello, è entrato nel cuore della Lazio, ha centrato quello di Lotito. Stasera zio Edy sarà a Roma per la firma sino al 2015. È questa la sorpresa: non…

(IL MESSAGGERO) – ROMA Deja-vu scontato. Il progetto si chiama di nuovo Reja. Ha due targhe da “eroe del derby” a Formello, è entrato nel cuore della Lazio, ha centrato quello di Lotito. Stasera zio Edy sarà a Roma per la firma sino al 2015. È questa la sorpresa: non c’è solo un’opzione per la prossima stagione, la permanenza del goriziano è proprio un dato di fatto. Un contratto di un anno e mezzo: 500 mila euro per i prossimi sei mesi, 900 per i 12 successivi. «L’accordo è totale», precisa Reja. Che avrà di nuovo carta bianca all’interno dello spogliatoio: non vuole alcuna ingerenza tecnica. Intanto siederà sulla panchina biancoceleste sino a giugno, salverà la Lazio dalle sabbie mobili. Poi si deciderà il suo futuro biancoceleste. Reja è un sergente di campo, ma potrebbe passare dietro la scrivania come direttore dell’area tecnica.

FUTURO ALLA SCRIVANIA
Fra le idee confabulate al telefono sulla linea Lucinico-Cortina, c’è pure questa. Nell’ottica di un ampliamento dei quadri dirigenziali, il 68enne ha tutte le carte in regola: esperienza, conoscenza dell’ambiente biancoceleste e del pensiero lotitiano. In questi mesi Reja è sempre stato un’ombra sulla Lazio e un consigliere del presidente. Manca solo l’annuncio: «Poi parlerò in conferenza stampa», assicura Reja. Non vede l’ora di riabbracciare Roma, i vecchi amici. Non ha mai smesso di sentirli, non ha mai abbandonato Lotito: «E io ho fatto quello che dovevo fare», bisbigliava ieri il presidente al telefono. Aveva bloccato Edy domenica sera, subito dopo la batosta di Verona. Quindi il giro di routine d’una serie d’allenatori (dal Trap a Di Matteo, passando per Hiddink), prima di tornare alle origini, all’usato sicuro. A quel “vecchio” proletario del pallone, che già domani farà sudare tutti a Formello.

PENSIERO DOPPIO
Il contratto sino al 2015 è anche una garanzia davanti ai giocatori. Reja dirigerà la ripresa degli allenamenti, dopo sceglierà lo staff. Vuole avere colloqui diretti con gli uomini che accompagneranno la sua nuova avventura biancoceleste: Crialesi ora insidia Simone Inzaghi come suo vice, il preparatore Bianchini e Fioranelli resteranno al loro posto. La mente di Reja è già a Lazio-Inter, al 6 gennaio. Ironia del destino, anche quella di Petkovic: «Noi pensiamo solo alla prossima partita della Lazio», ha confidato ancora ieri il vice Manicone in Svizzera. A testimoniare come Vlado non abbia alcuna intenzione di dimettersi. Lotito lo licenzierà per giusta causa, appellandosi alla violazione dell’articolo 1 delle Noif. Ma le possibilità biancocelesti di successo legale sono striminzite. Sorride, la Federazione elvetica, non trema il dirigente Peter Stadelmann: «Tanto rumore per nulla. Petkovic, qualunque cosa accada alla Lazio, sarà libero a giugno e inizierà il suo lavoro con la Svizzera il prossimo mese di luglio». E non c”è alcuna norma del settore tecnico che vieti la firma a dicembre di un allenatore. Alexandre Zen-Ruffinen, avvocato del Sion, attacca Lotito: «In questa storia, io vedo le farneticazioni di un leader che vuole risparmiare e mettere un po’ di pressione». Per non pagare i 400 mila euro netti (premi della Coppa Italia compresi) a Vlado. Non solo: «Petkovic ha avvisato la Lazio al momento della firma», spiega il capo ufficio stampa, Von Ah. E il presidente della Federazione, Peter Gillièron: «Abbiamo avuto contatti indiretti con il Presidente della Federazione Italiana, ma non con la Lazio. Abbiamo fatto tutto secondo le regole». Irregolare invece, la coscienza di Pektovic.

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