IL MESSAGGERO – La Lazio riprova a sfatare il tabù

IL MESSAGGERO – La Lazio riprova a sfatare il tabù

IL MESSAGGERO La Lazio riprova a sfatare il tabù, sfidando il recente passato. Come Catania e Cagliari non ha mai vinto fuori casa, dove ha collezionato 4 pareggi e 5 sconfitte. Un ruolino di marcia oltremodo deludente, che ha mortificato la classifica e fatto lievitare sempre di più la psicosi…

IL MESSAGGERO

La Lazio riprova a sfatare il tabù, sfidando il recente passato. Come Catania e Cagliari non ha mai vinto fuori casa, dove ha collezionato 4 pareggi e 5 sconfitte. Un ruolino di marcia oltremodo deludente, che ha mortificato la classifica e fatto lievitare sempre di più la psicosi da trasferta. Per Reja, dopo il successo sull’Inter, sarà la prima partita fuori casa. Per Ballardini si tratterà dell’esordio alla guida del Bologna in difficoltà, di gioco e di punti. Nella scorsa stagione aveva portato alla salvezza il Genoa, adesso ritenta l’operazione con la formazione rossoblu.

CHE DUELLO IN PANCHINA
Il cambio alla guida tecnica aumenterà i rischi per i biancocelesti, che dovranno guardarsi molto dai calci piazzati di Diamanti e dalla grinta che metteranno in campo gli emiliani. Ironia della sorte, toccherà proprio alla Lazio tenere a battesimo l’allenatore che conquistò la Supercoppa a Pechino e che, dopo tante polemiche, venne esonerato per far posto a Reja. Sicuramente la sfida tra le panchine rappresenterà uno dei motivi di maggior interesse dell’incontro al Dall’Ara. Entrambi i tecnici hanno motivi di rivalsa, rivincite da prendere, ricordi da cancellare e obiettivi importanti da centrare. Il goriziano vuole dare un’altra sterzata. «Conosco la delicata situazione della Lazio in trasferta, e l’ho valutata insieme ai ragazzi E’ arrivato il momento di cambiare marcia, è importante che loro ci credano fino in fondo. Due anni fa qualche incontro esterno l’abbiamo vinto, la squadra incuteva timore, perciò bisogna ritrovare in fretta quello spirito e quella convinzione per tornare a conquistare i tre punti».
Reja, oltre che ricompattare il gruppo a livello mentale, ha provato a restituirgli qualche certezza tattica. Quelle che, con Petkovic, erano venute meno. Poche mosse per ridisegnare un assetto che garantisca maggiore solidità e migliore copertura del campo. In un momento d’emergenza ha fatto le cose più logiche, affidandosi alla vecchia guardia che conosceva lo spartito e la filosofia di gioco dell’allenatore. L’affermazione contro l’Inter ha avuto un effetto davvero benefico, anche se la manovra non è stata all’altezza delle aspettative. Ora Reja vuole una crescita. «La prova di lunedì non mi ha soddisfatto particolarmente, perché la squadra può e deve dare di più. Dal momento che, grazie al risultato, è tornata la serenità voglio vedere progressi anche nella qualità del gioco».

INVESTIRE SUL MERCATO
La Lazio è nel mezzo di un periodo davvero complicato del calendario: 2 trasferte consecutive con la gara secca di Coppa Italia, contro il Parma, di martedì all’Olimpico. Reja, proprio in funzione di tanti impegni ravvicinati, dovrà anche pensare a un mini turn over mentre la squadra dovrà tirare fuori il meglio di sè, per recuperare posizioni e credibilità. In attesa che, dal mercato, arrivi qualche rinforzo importante. Che non sia soltanto Mauri, perché un calciatore che non gioca da un anno, seppur bravo, non può ritenersi un rinforzo adeguato. La società deve guardare al futuro e muoversi per potenziare un organico che, nonostante i soldi spesi in estate, presenta ancora le antiche lacune. Il popolo biancoceleste merita di competere per obiettivi più ambiziosi del settimo posto.

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