IL MESSAGGERO – Lazio, addio coppa

IL MESSAGGERO – Lazio, addio coppa

IL MESSAGGERO Niente doppio derby di Coppa Italia, in semifinale approda il Napoli al termine di una partita sofferta, risolta da un episodio fortunoso quando la sfida è incanalata verso i supplementari. Onore e applausi alla Lazio che, nonostante le importanti defezioni, tiene bene fino all’ultimo confermando la crescita di…

IL MESSAGGERO

Niente doppio derby di Coppa Italia, in semifinale approda il Napoli al termine di una partita sofferta, risolta da un episodio fortunoso quando la sfida è incanalata verso i supplementari. Onore e applausi alla Lazio che, nonostante le importanti defezioni, tiene bene fino all’ultimo confermando la crescita di condizione e di mentalità. Benitez tiene molto al trofeo, anche per risollevare il morale dei tifosi un po’ delusi dalle ultime esibizioni, e allora schiera la migliore formazione possibile, con l’esordio da titolare del nuovo acquisto Jorginho. Reja, al contrario, deve rinunciare ad alcuni degli elementi migliori come Klose, Hernanes, Candreva, Biava e manda in campo una difesa a tre inedita: Ciani, Novaretti, Dias. Un assetto che comunque si rivela efficace in quanto la squadra, grazie al grande lavoro dei centrocampisti, che pressano e raddoppiano sul portatore di palla, limita bene gli avversari. Gli azzurri, infatti, confermano le difficoltà nel costruire gioco al San Paolo: sia per la mancanza di centrocampisti di qualità, sia per l’involuzione di Hamsik, sia per lo scarso movimento degli esterni che raramente attaccano la profondità. Ledesma e Onazi lottano su ogni pallone, chiudendo bene gli spazi, si sacrificano molto anche Lulic e, soprattutto, Keita che rientra spesso a contrastare Maggio. Sul settore di destra Konko (nuovamente infortunato dopo mezzora…) tiene facilmente a freno Insigne, piuttosto spento nella serata. Fischiatissimo, alla sostituzione con Mertens, risponde platealmente al pubblico.

LA STRATEGIA
La Lazio lascia l’iniziativa agli avversari e, in fase difensiva, tiene anche tutti gli effettivi sotto la linea del pallone ma quando riparte alimenta la manovra con rapidità. Se Keita è vivace e ispirato, non altrettanto si può dire di Anderson che appare inadeguato e si smarrisce in effimeri dribbling senza vincerne uno. Il primo tempo dei biancocelesti è tatticamente perfetto, per impostazione, ordine e capacità di controllo anche se si dimostra evanescente in attacco dove il trio di “ragazzi” non arriva mai al tiro. Al Napoli, che rumina calcio lento e prevedibile, alla vana ricerca di sbocchi offensivi, vengono concessi dei corner e alcuni cross sui quali i difensori proteggono bene Berisha, impegnato solo dalla distanza. L’unica vera occasione azzurra arriva al 42’ ed è firmata da Jorginho, il cui destro scheggia il palo.

TRE FORFAIT
La ripresa si apre con un maldestro intervento di Novaretti su Higuain, in area, che l’arbitro ”perdona”. Il canovaccio della sfida non cambia, con il Napoli che cerca di forzare il dispositivo tattico biancoceleste ma può sfruttare solo i tiri dalla distanza in quanto i centrocampisti di Reja non mollano una zolla di terreno e la cerniera difensiva è sempre solida. La Lazio c’è e ribatte colpo su colpo, con i guizzi di Keita e le incursioni di Lulic. Il tecnico friulano, però, dopo essere stato costretto a sostituire Konko e Onazi, deve togliere anche Dias: tre infortuni che cambiano l’assetto della formazione ma non ne limitano né la determinazione, né la compattezza e le distanze tra i reparti restano immutate.

FORCING AZZURRO
Benitez prova a ridisegnare il Napoli e inserisce Mertens e Pandev, nell’intento di aumentare la spinta e risolvere i problemi nella costruzione della manovra, macchinosa e farraginosa. Il Napoli esce dal torpore fisiologico e diventa più minaccioso con Jorginho che alza un pallone invitante (34’). È il preludio al gol, rocambolesco e contestato, che arriva appena 2 minuti dopo: tiro di Callejon che colpisce Higuain, tenuto in gioco da Ciani, e palla che finisce in rete. Gol valido ma che sfortuna per l’incolpevole Berisha! Un episodio che premia i partenopei e mortifica l’impegno e la prova dei detentori del trofeo che comunque salutano a testa alta.
Gabriele De Bari

NAPOLI (4-2-3-1): Reina 6, Maggio 5,5, Albiol 6, Fernandez 6, Reveillere 5,5, Inler 6, Jorginho 6,5 (45’st Dzemail ng), Callejon 6,5, Hamsik 5 (31’st Pandev ng), Insigne 4 (23’st Mertens 6), Higuain 6,5. (Rafael, Colombo, Uvini, Cannavaro, Radosevic, Bariti, Zapata) All. Benitez 6,5

LAZIO (3-4-3): Berisha 6,5, Ciani 5,5, Novaretti 6, Dias 6,5 (27’st Biava ng), Konko ng (34’ Cavanda 5,5), Onazi 6 (1’st Gonzalez 6), Ledesma 6,5, Lulic 7, Anderson 5,5, Perea 6, Keita 6,5. (Marchetti, Strakosha, Biglia, Hernanes, Pereirinha, Cana, Freitas, Candreva) All. Reja 6,5.

Arbitro: Banti 5
Reti: 36’st Higuain
Note: spettatori 45 mila circa, angoli 11-2 per il Napoli.

 

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