IL MESSAGGERO – Reja azzera le gerarchie

IL MESSAGGERO – Reja azzera le gerarchie

IL MESSAGGERO ROMA – Adrenalina d’apnea. Sono tutti sulla corda, in bilico figli e figliastri. Zio Edy ha solo “nipoti” in questa nuova Lazio. Rinnega i “pupilli”, chiunque dovrà sudarsi il posto. E’ un altro farmaco aggiunto della seconda cura Reja. Il goriziano gioca sui dualismi, così vuole ritrovare i…

IL MESSAGGERO

ROMA – Adrenalina d’apnea. Sono tutti sulla corda, in bilico figli e figliastri. Zio Edy ha solo “nipoti” in questa nuova Lazio. Rinnega i “pupilli”, chiunque dovrà sudarsi il posto. E’ un altro farmaco aggiunto della seconda cura Reja. Il goriziano gioca sui dualismi, così vuole ritrovare i suoi vecchi combattenti, incita alla lotta interna per ritrovare rabbia e motivazioni. Non scansa dalla testa solo la paura, ma quel deleterio senso d’appagamento post Coppa Italia. Sarà maestro solo chi ricorderà la vera forza della Lazio. L’hanno dimenticata classifica e prestazioni. Così Reja azzera le gerarchie, si riparte tutti da flessioni e addominali per riprendersi i gradi. Nonnismo bandito a Formello: l’esperienza non ha portato punti, ora conta solo la freschezza delle gambe e della mente.

MARCHETTI-BERISHA – Pali di fuoco, Marchetti ha le fiamme negli occhi. Non ha ancora iniziato il nuovo anno, quello che dovrà portarlo in Brasile. E ora stritola i guantoni, ferma la palla, fulmina Berisha. La coscia è guarita, in realtà Federico giocherebbe con una gamba sola. Mentre tutti riposavano, mercoledì Marchetti scartavetrava l’erba a Formello. Ieri il nuovo test: può rientrare a Udine, elongazione passata. Forse anche solo sbirciando in tv Berisha, imbattuto per due gare consecutive e col veleno fra le mani. La stretta di Reja al portierino albanese è una scossa di gelosia per Marchetti, lontano in questa stagione da quella saracinesca a cui si aggrappava un tempo Edy. Federico è un uomo di fiducia: era stato proprio il goriziano a volerlo alla Lazio e a spendersi più volte – con lo stesso Prandelli – per un rilancio in Nazionale. Domenica Marchetti dovrà rientrare in porta e, a suon di parate, non uscirci più sino al mondiale. C’è il fiato di Berisha dietro la rete.

KONKO-CAVANDA – Una fascia destra per due, chi se l’aspettava. Konko continua a passare più tempo in infermeria che in campo. Non è cambiato nulla dal primo mandato di Reja, in questo senso. La novità oggi è Cavanda: Edy lo aveva lasciato “moccioso”, lo ha ritrovato cresciuto. Ed è rimasto stupito: azzerati gli antichi rancori, il terzino belga lo ha convinto. Forse ha pure cancellato il peccato originario: il goriziano non gli aveva mai perdonato una sconfitta con la Juve su una sgommata di Krasic. Adesso si sente sicuro ad affidargli la fascia al Friuli, al fianco della coppia Biava-Dias. A sinistra pronto il bis da terzino per Lulic. Il problema ai flessori lascierà Radu a casa per due settimane.

GONZALEZ-ONAZI – Che fine ha fatto “Speedy” Gonzalez? Imprescindibile trottolino di Reja, irriconoscibile e confusionario a Bologna. Petkovic lo aveva messo in naftalina, Edy lo ha scongelato subito, ma è rimasto di ghiaccio. Il mister confida che si scalderà e ritroverà la condizione giocando, ma ora scotta un’eventuale rinuncia a questo Onazi: “A dir poco straordinario”, s’è lasciato scappare Reja, subito dopo la vittoria col Parma. Da bordocampo non riusciva nemmeno a stargli dietro con lo sguardo, il nigeriano si catapultava su ogni palla e rilanciava anche l’azione. Faceva persino il lavoro di Biglia, che pure dovrà starci per forza in regia (squalificato Ledesma) domenica. Il ballottaggio Gonzalez-Onazi al fianco dell’argentino resterà aperto sino al fotofinish. Avanti col 4-5-1, faceva le capriole Hernanes ieri in mediana. Candreva rientrerà a sinistra, Felipe Anderson scalpita per la terza partita consecutiva a destra. Davanti riecco Klose: il tabù trasferta potrà essere sbranato solo dallo squalo. Semplice, semplice: serve un gol-Miro-gol.

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