IL MESSAGGERO – Reja cambia la Lazio in quattro mosse

IL MESSAGGERO – Reja cambia la Lazio in quattro mosse

IL MESSAGGERO ROMA Il ritorno al passato, realizzato in 4 mosse. Così Reja ha ricostruito subito la ”sua” Lazio, poco spettacolare ma votata ad alfieriana concretezza. Grazie al sacrificio di tutti. Non c’è stato il gioco ma l’emergenza ha imposto soprattutto la conquista di tanti punti per uscire dal tunnel…

IL MESSAGGERO

ROMA Il ritorno al passato, realizzato in 4 mosse. Così Reja ha ricostruito subito la ”sua” Lazio, poco spettacolare ma votata ad alfieriana concretezza. Grazie al sacrificio di tutti. Non c’è stato il gioco ma l’emergenza ha imposto soprattutto la conquista di tanti punti per uscire dal tunnel e, possibilmente, restituire nobiltà alla classifica. La vittoria sull’Inter ha rappresentato l’antidoto a molti mali della squadra, particolarmente a livello tattico, che hanno portato alla crisi culminata con il cambio tecnico.

ANTICHE CERTEZZE
Reja ha rimesso le pedine al posto giusto per ricomporre il mosaico della vecchia Lazio, che trovava forza e slancio da alcune certezze, oltre che da un modulo collaudato che faceva storcere il naso agli esteti del calcio ma che comunque ha prodotto risultati importanti. Il friulano conosce i propri limiti e dà quindi spazio a quelle idee in cui crede maggiormente. La prima mossa è stata quella di restituire alla difesa il suo volto migliore, grazie a interpreti stagionati, ridando fiducia ad Andrè Dias, un centrale che era stato depennato persino dalla lista Uefa. Dias-Biava è una coppia datata però, quando sta bene, offre assolute garanzie in un reparto che ha incassato troppi gol. Niente difensori adattati, come Cana, ma solo elementi di ruolo che Reja conosce da tempo. E la difesa, nonostante la pochezza tecnica dell’Inter, ha concesso pochissimo agli avversari ritrovando un affiatamento che sembrava smarrito.

IL CENTROCAMPO
La seconda mossa è stata quella di riconsegnare le chiavi del centrocampo a Ledesma, un calciatore che, da un paio di anni, la società biancoceleste ha messo in discussione con gli acquisti di Cana e Biglia. L’argentino, con la fascia di capitano, magari anche pungolato nell’orgoglio, ha fatto quello che ha sempre saputo fare meglio: proteggere la difesa, chiudere gli spazi, recuperare palloni. E Ledesma, che Petkovic aveva relegato al ruolo di riserva, è tornato a essere il punto di riferimento del reparto e la sua sagacia tattica ha garantito sicurezza ai compagni. Tra i quali è tornato a esserci Gonzalez, un altro dei più penalizzati dalla passata gestione. L’uruguaiano, dopo stagioni molto positive, era diventato un optional ma Reja non ha avuto alcun dubbio nel restituirgli piena fiducia e l’ha riproposto immediatamente nel ruolo che più gli è congeniale. La coppia Ledesma-Gonzalez è in grado di assicurare sia filtro, che dinamismo.

IL BRASILIANO
La nuova situazione tattica ha consentito all’allenatore di avanzare di qualche metro la posizione di Hernanes, liberandolo da sacrifici tattici. Vuole che il Profeta sia lucido e fresco quando nella fase di possesso, per incidere maggiormente nella manovra e diventare pericoloso in zona-tiro, oltre che assicurare un supporto a Klose. Mosse che, contro i nerazzurri, hanno restituito alla Lazio una fisionomia di formazione collaudata, con calciatori che sapevamo comunque sempre cosa fare. Nessun azzardo, Reja ha preferito andare sul sicuro scegliendo i suoi elementi fidati. A tutti ha chiesto di giocare, all’occorrenza, anche sotto la linea della palla, per avere sempre una squadra corta, solida, che non concede spazi, che rischia poco. Non è facile gestire l’emergenza, perché occorre limitare gli errori e guardare alla concretezza. Con 4 mosse Reja ha ”rifatto” la Lazio che lo aveva ripagato con i risultati. Non è un tecnico al quale si può chiedere il bel gioco e, infatti, è arrivato per pilotare il gruppo fuori dalla crisi. Per i progetti ambiziosi – ammesso che ci siano – bisognerà aspettare.

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