IL MESSAGGERO – Sputi e insulti in faccia, Lotito costretto a fuggire

IL MESSAGGERO – Sputi e insulti in faccia, Lotito costretto a fuggire

IL MESSAGGERO La delusione ora è rabbia cieca, violenta. Sputi e insulti in faccia, Lotito costretto a fuggire dall’Olimpico “in braccio” alle guardie del corpo, “signori” e “piccoli lord” in giacca e cravatta scalatori in tribuna autorità. Adesso è troppo. Folle per un “pallone”, che rimbalza nell’orgoglio di un presidente…

IL MESSAGGERO

La delusione ora è rabbia cieca, violenta. Sputi e insulti in faccia, Lotito costretto a fuggire dall’Olimpico “in braccio” alle guardie del corpo, “signori” e “piccoli lord” in giacca e cravatta scalatori in tribuna autorità. Adesso è troppo. Folle per un “pallone”, che rimbalza nell’orgoglio di un presidente che neanche la considera un’exit strategy. E’ un suo diritto, comodo o scomodo che sia. Lotito non molla, lo straripete da anni e sembra un secolo. E’ un muro, raffredda la lava che i laziali gli eruttano in testa. Lui alza i trofei. Magari arriverà un’altra Coppa Italia a riportare indietro il tempo, ma questo sembra un punto di non ritorno. C’è una folla biancoceleste inferocita, ha le sue ragioni, ma ha perso la ragione. Giovedì sera Lotito è stato quasi aggredito, dopo la sconfitta col Ludogorets. Correva, trascinato dalla sicurezza, spinto da una bora di parolacce e mani focose. Il malcontento è esasperato. Alla vigilia dell’annunciata manifestazione “Libera la Lazio”, il clima è isterico. Le minacce adesso si palesano persino sul web: “Basta che la Monte Mario domenica lo marchi a uomo”, scrive addirittura qualcuno sui forum. Come se non bastassero i video desolanti di giovedì sera. Si può manifestare il proprio dissenso, ma è ingiustificabile degenerare nell’ira primordiale. Anche questa è pura prepotenza. Proprio quella tacciata a Lotito.

ASSOLUTA MAGGIORANZA
Massimo allarme, nessuna paura. Lotito non diserterà lo stadio, farà come sempre lo gnorri. C’è un braccio di ferro con una parte del suo popolo. Ma guai a scavallare il limite. Tutti devono riflettere. La “fogliolada” di domani sera col Sassuolo chiederà ancora al presidente di lasciare la Lazio. Prima, alle 18.30, una Via Crucis partirà dal Ponte della Musica col rosario di preghiere anti-lotitiane. “Assoluta maggioranza”, reciterà uno striscione gigante in Curva Nord. Attesi però in 40mila all’Olimpico (venduti 13mila tagliandi): “Se alla fine saremo meno di 50mila, verremo presi in giro. Chi diceva “finché c’è Lotito non verrò allo stadio” e non ha comprato il biglietto, si vergogni”, tuona Ro, addirittura su un forum “presidenziale”. Inghiottito dai soliti paradossi di un personaggio che divide. Al di là della lazialità o della rassegnazione di chi piange: “La stagione è comunque finita col Ludogorets”. Con un occhio affacciato sino a maggio sull’altra sponda del Tevere: «Se la Roma dovesse vincere lo scudetto – assicura Giovanni in una radio- Lotito stavolta dovrà davvero scappare». Giovedì sera volava via. Non certo dalla Lazio: “Non mollare mai”, è l’atto di fede.

 

 

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