Strada giusta per Petko

Strada giusta per Petko

FORMELLO – Quel mix tra nuove idee e la vecchia Lazio di Reja, immagine coniata da Petkovic alle sue prime interviste televisive nel campionato italiano, è la fotografia di un debutto convincente. E l’idea che il tecnico di Sarajevo abbia imboccato la strada giusta per iniziare l’avventura in biancoceleste. Tutti…

FORMELLO – Quel mix tra nuove idee e la vecchia Lazio di Reja, immagine coniata da Petkovic alle sue prime interviste televisive nel campionato italiano, è la fotografia di un debutto convincente. E l’idea che il tecnico di Sarajevo abbia imboccato la strada giusta per iniziare l’avventura in biancoceleste. Tutti hanno apprezzato il buon senso e l’intelligenza di Petkovic, come ha dichiarato anche Reja, il suo predecessore, intervenendo a Radio Sei. Ma c’è tanto da analizzare e approfondire dei novanta minuti con l’Atalanta, a cominciare dal famoso pressing. Nelle amichevoli estive di Auronzo, Petkovic chiedeva ai suoi giocatori di attaccare e spingere, nel tentativo di recuperare subito il pallone, dal primo al novantesimo. Ritmi sostenuti, gioco dispendioso. Le amichevoli sono servite, anche per valutare le reazioni, la capacità di assorbire i concetti e una possibile crisi di rigetto. Ci sono stati momenti di confronto, dopo la sconfitta con il Getafe, all’interno dello spogliatoio. La squadra faticava a recepire le idee di Petkovic, il mister ha capito di dover andare incontro alle caratteristiche di un gruppo dove ci sono pochi velocisti. Gioco compassato, meno frenetico. E allora è venuto fuori il mix di Bergamo, in sostanza anticipato da Petkovic nella conferenza stampa di vigilia. «Dovremo essere capaci di cambiare faccia durante la partita» aveva spiegato.

(fonte Cds)

Cittaceleste.it

TRASFORMISTI –

La Lazio, sul campo, ha risposto alla grande. Dopo il primo quarto d’ora preoccupante (le partenze diesel sono un altro antico difetto), la squadra ha preso in pugno la partita. S’è messa a correre, ha prodotto fiammate di pressing, mettendo sotto l’Atalanta e controllando la partita. Per cinquanta minuti è stato un dominio. Azioni di pressing improvviso e sorprendente alternate alla capacità di far girare palla e non subìre. A Petkovic è piaciuta la compattezza della Lazio, tutti i reparti si sono aiutati, e la capacità di interpretare i momenti della partita. Chiede un movimento costante e giocare a calcio, cioè tenere bene la palla, sfruttare l’ampiezza del campo con le corsie laterali. I principi contano più del modulo. Basta conservare l’equilibrio. Ledesma perno fisso davanti alla difesa. E la richiesta di occupare bene gli spazi con le coperture. Se Mauri finisce in attacco può succedere che Klose, sino a che non finisce l’azione degli avversari, si metta a giocare all’ala sinistra. Questo si è visto a Bergamo. Un segnale dall’unico vero fuoriclasse recepito da tutta la squadra. E se lo fa Klose, è chiaro che tutti gli altri (per esempio Zarate) possono imitarlo. Hernanes, per esempio, si è messo a correre e sgomitare, felice di farlo, e così ha prodotto una delle sue migliori partite (per rendimento e numero di palloni toccati) da quando gioca in Italia.

RIFINITURE –

Questa è la rivoluzione silenziosa di Petkovic, che promette divertimento vero se la Lazio continuerà a seguirlo con la stessa intensità messa sul campo a Bergamo. Ci sono state anche le parate di Marchetti e un paio di infilate prese in difesa. Vlado ha sottolineato gli aspetti da migliorare: chiede una squadra corta, capace di “accorciare” il campo e di fare densità, ricorrendo ad una marcatura aggressiva. Decisive le diagonali (a formare i famosi triangoli di Petkovic) e le coperture. Serve ancora maggiore attenzione nelle “uscite”: marcature aggressive, se si gioca con la linea difensiva alta, impediscono agli avversari di ripartire. I ritmi alti e un calcio frenetico non favoriscono la precisione. Petkovic chiede cinismo e più lucidità nell’ultimo passaggio. Solo così si potranno produrre più occasioni da rete e diventare pericolosissimi in attacco.

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