Il papà di Chiara «Grazie di cuore a tutti i tifosi»

Il papà di Chiara «Grazie di cuore a tutti i tifosi»

ROMA – «Le canto gli inni della Lazio…». Papà Maurizio canta per la sua Chiara ogni giorno. Canta gli inni laziali, sono una dolce poesia, un carillon sempre acceso. Ha cantato un intero stadio domenica, ha cantato la Nord, ha applaudito la Sud, i cuori erano uniti. Chiara, col suo…

ROMA – «Le canto gli inni della Lazio…». Papà Maurizio canta per la sua Chiara ogni giorno. Canta gli inni laziali, sono una dolce poesia, un carillon sempre acceso. Ha cantato un intero stadio domenica, ha cantato la Nord, ha applaudito la Sud, i cuori erano uniti. Chiara, col suo viso d’angelo, è apparsa sui maxischermi dell’Olimpico prima del derby. «Non mollare», abbiamo cantato tutti e continuiamo a farlo. Chiara è una figlia della Lazio, combatte da giorni all’ospedale San Camillo per colpa di un fidanzato bruto. Papà Maurizio era in Nord, era dove è sempre stato. Ma Chiara stavolta non c’era: «Io e Chiara siamo abbonati in Curva da tanto tempo. Aveva 4-5 anni, le trasmisi la passione laziale, forse lo feci anche troppo essendo una signorina. Lei è andata oltre, teneva le felpe biancocelesti, parlava sempre della Lazio». Chiara è una dolce aquilotta. In Nord ha l’abbonamento, ogni domenica si recava allo stadio col papà. Hanno posti differenti, lei siede nella parte bassa della Curva. Il suo posto domenica era vuoto, non lo toccherà nessuno. «Da piccola uno dei suoi calciatori preferiti era Nesta, oggi sono Candreva e Klose. Tutto questo affetto la renderebbe felice, ne sono sicuro», ha detto papà Maurizio ringraziando i tifosi laziali e romanisti. In mattinata ha chiamato Lazio Style Radio, nel pomeriggio ci ha confessato la sua emozione: «Sono arrivato allo stadio intorno alle 14.10, ne approfitto per ringraziare anche le autorità, gli agenti della polizia, mi hanno fatto arrivare sotto la Nord con la macchina. Sento tanto amore accanto a me e a Chiara, di questo sono felice».

 

KEITA – Keita ieri ha esposto la maglia “Chiara non mollare”, l’ha indossata sotto la casacca del derby, l’avrebbe voluta tirare fuori in caso di gol. Papà Maurizio una maglia della Lazio l’ha ricevuta in dono, l’ha portata alla sua piccola: «Ringrazio la Lazio ed entrambe le curve, l’iniziativa è stata splendida, anche la Sud ha esposto uno striscione per Chiara. La Lazio è la nostra passione più grande, mi dà energia per andare avanti. Sono stato nella Nord per 40 minuti, essere lì mi ha ricaricato». Papà Maurizio spera nel miracolo, tutti i laziali sono con lui e con Chiara: «In Curva mi sento a casa. Quando sono entrato guardavo il solito posto di Chiara, in quel momento era come se fosse lì. C’è ancora e bisognerà lottare. All’ospedale viene tanta gente che non conosco, questo mi rende felice, ci sono ancora brave persone. Dall’Italia e da tutta Roma ricevo attestati di stima e affetto. Forza Lazio sempre!»

LA COREOGRAFIAC’era il signor Maurizio quando la Nord ha svelato l’ultimo pezzo della collezione artistica, la coreografia che ha illuminato l’Olimpico dopo il coro intonato per Chiara. Il tratto di Disegnello, il Michelangelo della Curva, era inconfondibile. E’ stato un omaggio allo scultore Antonio Canova, è stata una dichiarazione d’amore dedicata alla Lazio. L’immagine, un colpo d’occhio: Venere si stringe ad Adone in modo struggente, le loro labbra si sfiorano, la Coppa Italia di Roma è a pochi centimetri, è in bella mostra. “A te ho giurato eterna fedeltà, a te darò eterno amore”, c’era scritto negli striscioni che ornavano la Nord. Non era marmo, era tela. Sembrava prendere vita, il mito.

Corriere dello Sport

 
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