Il pari fa felice Conte

Il pari fa felice Conte

Più che una partita, un romanzo. L’ha dominata la Lazio, nel primo tempo. L’ha raddrizzata nel finale il Napoli con uno scatto di orgoglio e di rabbia. Alla fine, però, festeggia soltanto la Juventus che incrementa il suo vantaggio sulla seconda (la squadra di Mazzarri). Il Napoli non è stato…

Più che una partita, un romanzo. L’ha dominata la Lazio, nel primo tempo. L’ha raddrizzata nel finale il Napoli con uno scatto di orgoglio e di rabbia. Alla fine, però, festeggia soltanto la Juventus che incrementa il suo vantaggio sulla seconda (la squadra di Mazzarri). Il Napoli non è stato bellissimo ma ha dimostrato di avere un gran carattere; la Lazio è stata solida per cinquanta minuti ma ha confermato di avere pochi ricambi. Alla resa dei conti, gli eroi della serata sono stati tre: Floccari (un gol, un palo, una traversa) che ha interpretato al meglio il ruolo di vice-Klose; Campagnaro prezioso in difesa (suo un salvataggio a porta vuota) e in attacco (sua la rete del pari); Insigne che ha cambiato il volto alla gara mandando in crisi, nella ripresa, la fascia destra della Lazio presidiata da Konko, saltando l’uomo e creando quella superiorità numerica che in altra maniera il Napoli non riusciva a creare.
PRESSIONE- Entrare in campo sapendo il risultato della «lepre» è piuttosto scomodo e crea inevitabili pressioni. Ma una volta in campo, dopo pochi minuti di gioco si è capito che tra le due inseguitrici, il successo della Juventus aveva inciso più pesantemente sul Napoli che sulla Lazio. Petkovic l’ha preparata alla perfezione la partita. Aggressione estremamente alta, occupazione del campo in ampiezza e grande densità nel centro. In queste condizioni la squadra di Mazzarri ha perso la bussola non riuscendo a trovare né gli spazi per lanciare i suoi «corridori» (Cavani e Hamsik in particolare) né i cambi di gioco un po’ perché le linee di passaggio erano ostruite e un po’ perché l’uomo che dovrebbe con maggiore applicazione dedicarsi a questa attività, cioè Inler, ieri è apparso più lento del solito, meno attento del solito e più prevedibile del solito. Per quasi mezz’ora, il Napoli è stato tenuto alla larga dall’area laziale (la manovra napoletana si impantanava sulla trequarti non trovando inserimenti e, soprattutto, mancando di precisione negli appoggi), mentre la Lazio maramaldeggiava dall’altra parte trovando il gol con Floccari (da Zuniga a Gamberini passando per Inler e Cannavaro, tutti colpevoli) che Konko trovava agevolmente in mezzo all’area con un preciso assist. E nei minuti successivi al gol la squadra di Petkovic sfiorava il raddoppio. Un monologo interrotto solo da una bella combinazione sulla corsia di sinistra Hamsik-Zuniga con il colombiano che riusciva a trovare il cross per la testa di Cavani che si faceva anticipare davanti alla porta vuota da Lulic.
KO – La gara è stata anche condizionata dagli infortuni. Mauri dopo 18′ minuti ha lasciato il posto a Lulic, giocatore con caratteristiche diverse, meno incline a entrare nel campo. Al 45′ crollava in mezzo al campo anche Behrami obbligando Mazzarri a inserire Insigne con l’abbassamento sulla linea di metà campo di Hamsik. Nel mezzo una traversa di Cavani e un palo di Floccari. Colpito nell’orgoglio, il Napoli ha messo in campo la forza della disperazione. Mazzarri prima ha inserito El Kaddouri passando al 4-2-3-1 quindi ha rinunciato a Zuniga per mettere dentro Calaiò e sistemarsi con un offensivissimo 3-3-4. La stanchezza della Lazio ha in qualche maniera agevolato il compito dei napoletani. La squadra di Petkovic ha perso le distanze e non è riuscita più a tenere alta l’aggressione. Ciononostante ha avuto due volte con Lulic (in un caso agevolato da un errore in uscita di De Sanctis) la possibilità di chiudere la partita (e poi di vincerla con Floccari che ha colpito la traversa con una conclusione di testa a due minuti dal fischio finale). Poi dall’angolo è arrivata la conclusione al volo di Campagnaro, il migliore in campo, per un pareggio che consente a Mazzarri di tenere a distanza la Lazio e di non perdere troppo terreno rispetto alla Juventus.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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