Il Profeta cerca l’oro del gol

Il Profeta cerca l’oro del gol

Ha preso la mira nello studio televisivo di Rai Uno e nel tiro al bersaglio è riuscito a battere Jovetic. Petkovic e la Lazio si augurano che Hernanes si ripeta stasera all’Olimpico. Rosso o nero? Puntate sul verde-oro, convocato dal ct Scolari per Brasile-Italia del 21 marzo a Ginevra. Il…

Ha preso la mira nello studio televisivo di Rai Uno e nel tiro al bersaglio è riuscito a battere Jovetic. Petkovic e la Lazio si augurano che Hernanes si ripeta stasera all’Olimpico. Rosso o nero? Puntate sul verde-oro, convocato dal ct Scolari per Brasile-Italia del 21 marzo a Ginevra. Il Profeta, prima di tornare a incantare nella Seleçao, ha voglia di rilanciare la volata della Lazio verso la Champions. Gli servirebbe un bel gol per  matare i viola e mettere la firma sul confronto diretto dell’Olimpico, posticipo della ventottesima giornata. Fuori i terzi, chiede il campionato. Il Milan sta scappando,
Ha già riconquistato la Seleçao e affronterà l’Italia a Ginevra Deve ritrovare la via della rete: non gli capita dal 19 gennaio ma vuole battere il record personalela squadra biancoceleste è costretta a rincorrere. E ha un solo risultato per restare nella scia di Allegri, vincere con la Fiorentina, riequilibrando la sconfitta (0-2) del Franchi nel girone d’andata. I gol di Hernanes e Klose avevano trascinato Petkovic sino a Natale. Il tedesco s’è infortunato, il Profeta ha smesso di segnare. Due reti al Catania in Coppa Italia e un rigore a Palermo il 19 gennaio. Non festeggia da quasi due mesi e la sfida con Jovetic arriva al momento giusto per riprendere confidenza con la rete.

MEZZ’ALA – Ci sono tanti motivi per sbloccarsi. Deve provare a cancellare il cartellino rosso della partita d’andata, quando reagì male ad un contrasto ruvido di Cuadrado. E poi gli restano undici partite per superare il record di marcature stabilito nel suo primo campionato italiano, quando arrivò a 11 gol. Può farcela, anche se le prodezze personali non sono più al centro dei suoi pensieri. Ora si sente vero centrocampista. Così ha convinto Petkovic, così ha riconquistato la nazionale. Lo ha raccontato due giorni fa in un’intervista concessa a Lazio Style Radio.  «Sono arrivato qui due anni fa e ho giocato in un ruolo a cui non ero abituato. In estate ho parlato con Petkovic e gli ho confidato di voler giocare in una posizione più arretrata, non sulla trequarti. Il mio ruolo è questo, non ci sono altre prove da fare, sono convinto di non voler più cambiare posizione in campo perché questa è quella che più si addice alle mie caratteristiche. Pochi mesi fa dissi che la mia carriera stava ricominciando e avevo ragione». E’ una nuova vita calcistica, ha trovato continuità e sta scoprendo prospettive diverse di crescita. Zidane, Seedorf e Pirlo sono i suoi giocatori preferiti.

CASCHETTO – Il Profeta è diventato la luce della Lazio. E’ difficile che Petkovic rinunci alla sua classe, non lo fa neppure in caso di turnover robusto. Meno sostituzioni rispetto al passato, nell’ultimo periodo il brasiliano ha accusato un lieve e fisiologico calo di rendimento, figlio anche del trauma cranico riportato nella semifinale di Coppa Italia con la Juventus. Era svenuto in campo. Una botta tremenda. Si temeva uno stop lungo un mese. E’ tornato dopo dieci giorni quasi come se niente fosse successo, ma tutti in fretta hanno dimenticato. Eppure si trattava di un incidente serio. A Stoccarda, dopo un mese, Hernanes ha tolto anche il caschetto protettivo. Ora è pronto a graffiare. Il 2 ottobre 2011, con un bel gol di sinistro aprì la strada al raddoppio di Klose e al blitz della Lazio al Franchi (2-1). Stasera, senza il panzer tedesco, prepara il gol vittoria.

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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