Il Profeta sale sul palco:”E’ la svolta”

Il Profeta sale sul palco:”E’ la svolta”

 Andare piano piano, vivere alla giornata e affrontare un ostacolo alla volta. Lo dice Petkovic, lo professa Hernanes: «L’ho imparato da voi, bisogna andare piano piano. In questi due anni ho imparato alcune cose. Prima avevo determinati obiettivi, ma ora ho imparato a prendere una cosa per volta, senza creare…

 Andare piano piano, vivere alla giornata e affrontare un ostacolo alla volta. Lo dice Petkovic, lo professa Hernanes:  «L’ho imparato da voi, bisogna andare piano piano. In questi due anni ho imparato alcune cose. Prima avevo determinati obiettivi, ma ora ho imparato a prendere una cosa per volta, senza creare troppe aspettative, partita dopo partita, e senza entusiasmarsi troppo. Stiamo creando la mentalità per pensare che la partita più importante è la prossima e questo è speciale» , ha raccontato il centrocampista brasiliano, che non si è esaltato e continua a volare basso. La doppietta pazzesca realizzata domenica al Bentegodi non ha provocato eccessi di euforia.

VETRINA – Il Profeta è in sintonia con Petkovic anche per quello che riguarda la risonanza mediatica di questa gara. E’ il debutto di Europa League, è un’occasione per farsi vedere. Ribalta prestigiosa per il fantasista brasiliano, che ci tiene a riconquistare la nazionale verdeoro. Giocare la Champions è uno dei suoi obiettivi professionali. Rubare l’occhio stasera a Londra significherebbe cominciare ad accorciare la strada. E avere l’idea che la Lazio sta veramente tornando a pensare in grande.  «In Brasile il campionato italiano non lo fanno vedere sempre – spiega –  mentre la partita con il Tottenham sarà trasmessa in diretta tv. Questa gara ci conferisce una dimensione internazionale e per questo ci dà sensazioni diverse: vogliamo fare bene e continuare a dimostrare il nostro valore anche in campo europeo. Ci sono sensazioni speciali perché sarà una partita speciale» . Sicuramente lo sarà per lui, perché oltre al momento di forma, ha confessato recentemente che in estate ha detto no proprio al Tottenham, e in Europa con la maglia della Lazio ha segnato soltanto nei preliminari. L’anno scorso due gol con i macedoni del Rabotnicki Skopje, quest’anno (con un altro bellissimo tiro di sinistro) nella partita d’andata a Maribor con gli sloveni del Mura. Il primo dei suoi quattro gol stagionali, considerando anche i tre realizzati in campionato (con Atalanta e Chievo). Ora segna solo in trasferta il Profeta e chissà che a Londra non riesca a tirar fuori un’altra prodezza: sarebbe la prima nei gironi di Europa League.
SVOLTA – Per ora però, il Profeta non se la sente di vaticinare oltre, ma avverte che questo può già essere un punto di svolta per la stagione biancazzurra:  «Può essere un momento di svolta sia per me che per la squadra. Tutti stiamo facendo bene. Non vogliamo lasciare dubbi tra i tifosi: per questo vogliamo fare ancora bene e dimostrare tutto il nostro valore e le nostre capacità» . Con grande semplicità, ha spiegato che la nuova collocazione tattica è alla base della sua crescita. Ora gioca con un’altra prospettiva.  «La mia posizione in campo ovviamente è un po’ diversa. Avevo già giocato in questo ruolo. Prima giocavo come seconda punta e adesso più indietro e questo mi piace perché in fondo ho sempre giocato cosi. Questo ruolo mi permette di sorprendere e di sfruttare le mie qualità di inserimento. Non mi piace stare davanti e attendere che mi arrivi il pallone: preferisco stare più basso».

Il Corriere dello Sport

Cittaceleste

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