Il pronostico di Riedle:”Ecco chi segna!”

Il pronostico di Riedle:”Ecco chi segna!”

Erano i primi anni 90′, era la Lazio di Karl-Heinze Riedle, attaccante tedesco con il vizio del gol. Novantaquattro presenze e trentadue reti, tre anni vissuti intensamente e poche vittorie, a Roma contava solo il derby. «Kalle» lo ha giocato, non lo ha mai vinto, tra biancocelesti e giallorossi dominavano…

Erano i primi anni 90′, era la Lazio di Karl-Heinze Riedle, attaccante tedesco con il vizio del gol. Novantaquattro presenze e trentadue reti, tre anni vissuti intensamente e poche vittorie, a Roma contava solo il derby. «Kalle» lo ha giocato, non lo ha mai vinto, tra biancocelesti e giallorossi dominavano i pareggi. Poco spettacolo e tanta grinta, la stracittadina si viveva così. Il tempo passa, i protagonisti cambiano, ma lo spirito resta lo stesso, oggi come ieri valgono solo i tre punti. Immagini e sensazioni, brividi indimenticabili, il boato della Nord e l’esplosione ad un gol di «Kalle» nel lontano 6 ottobre del 1991. Oggi lo vedrà da casa, proverà ad emozionarsi ancora, farà il tifo per il suo amico Klose. Che cosa significava per lei questa partita? «Il derby è sempre stata una partita speciale. I tifosi ci tenevano tantissimo, per settimane non si parlava d’altro. Qualche volta abbiamo rischiato di arrivarci scarichi, la tensione era altissima e non riuscivamo a gestirla. Ho dei ricordi bellissimi, l’Olimpico si trasformava, l’aria era diversa. Non so spiegarlo con precisione, ma si tratta del match più emozionante che abbia mai giocato. Quel gol poi lo porto ancora nel cuore…». Qual è il compagno di squadra che si caricava di più prima di un derby? «Ruben Sosa, non ci sono dubbi. Viveva male questa partita, per lui è sempre stata una sofferenza. Però ci divertivamo, abbiamo passato stagioni bellissime insieme. Poi ricordo anche Beppe Signori, siamo stati insieme un solo anno, ma anche per lui il derby non era una partita come le altre». Dall’altra parte del Tevere c’era Voeller. Parlavate spesso di questa partita? «Si, ci prendevamo sempre in giro. Ma devo ammettere che era una bella sfida, in quel periodo la Germania aveva due attaccanti veramente bravi. Siamo amici ancora oggi, Lazio e Roma ci hanno diviso, ma tra di non c’è sempre stato un ottimo rapporto». Adesso alla Lazio c’è Klose. Cosa ne pensa di lui? «È stato un grandissimo acquisto, Tare è stato molto bravo. Il Bayern non credeva più in questo calciatore, ma a Roma ha dimostrato di essere ancora uno degli attaccanti più forti al mondo. In Nazionale è a un passo da Gerd Muller, sta per scrivere la storia della Germania. Stiamo parlando di uno tra i primi 5 centravanti d’Europa». Petkovic e Zeman, chi arriva meglio al derby? «Sono due ottimi allenatori, ma il bosniaco mi ha sorpreso. Non è mai facile fare così bene al primo anno in Italia, non me l’aspettavo. Mi piace la sua personalità e il modo in cui fa giocare la Lazio. Zeman lo conosciamo tutti, è un maestro e bisogna rispettare le sue idee. Ha iniziato male ma si sta riprendendo. Sarà una bella sfida anche in panchina». Lasciamo per un attimo il derby. Dove può arrivare questa Lazio? «Secondo me molto lontano. È una squadra completa che può far bene in tutte le competizioni. Manca qualche tassello forse in difesa, ma a gennaio le cose potrebbero cambiare. In Italia può inserirsi tra le prime tre, poi non trascurerei l’Europa. È un torneo a parte, ci sono tante squadre che potrebbero mollare, la Lazio può arrivare in fondo». Quanto finisce Lazio-Roma? «Io sono tifoso laziale e quindi mi auguro di vincerlo. Quando giocavo io finivano sempre in parità, adesso fortunatamente le cose sono cambiate. Chi segna? Miro…».

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