Klose vuole restare in vetta

Klose vuole restare in vetta

Il pescatore di gol è sempre all’erta, anche quando di notte si sdraia nella tenda. Se la preda abbocca, c’è un sistema sofisticato collegato alla canna che suona e lo sveglia. In fondo il calcio è una metafora del suo hobby preferito. Miro si piazza sulla riva del fiume, ovvero…

Il pescatore di gol è sempre all’erta, anche quando di notte si sdraia nella tenda. Se la preda abbocca, c’è un sistema sofisticato collegato alla canna che suona e lo sveglia. In fondo il calcio è una metafora del suo hobby preferito. Miro si piazza sulla riva del fiume, ovvero al limite dell’area di rigore, e aspetta che transiti un pallone buono da mettere in rete. Una volta ogni due partite ci riesce e fa contenta la Lazio. «Palla a Klose e ci abbracciamo» lo striscione indovinatissimo da un tifoso l’anno scorso dopo il sigillo nel derby con la Roma. Quella frase è diventata uno slogan, una piacevole abitudine: 19 gol totali in 38 presenze con la Lazio, di cui 15 in 29 di campionato. Una carriera fatta di imprese e di prodezze, 263 volte Klose, 64 reti in nazionale, a quattro passi da Gerd Muller, leggenda del calcio tedesco.

VETTA –                    

Il ct Loew non può farne a meno. Klose è di nuovo titolare, punto fermo della Germania, capace di segnare e di giocare per gli altri: 75 minuti in campo con le Far Oer a Francoforte, il bis (con lo stesso minutaggio) martedì a Vienna nel derby con l’Austria. Giocherà anche domani al Bentegodi. Non si ferma il numero 11 della Lazio, non si risparmia. Petkovic lo fa giocare sempre. Niente turnover. Respinto l’assalto di Kozak e Zarate, provati mercoledì nel test di Sulmona perché bisogna preparare il terreno anche alle soluzioni alternative. Miro l’eterno non riposa. E’ come se fosse in tenda. Si gestisce. Sfrutta i momenti giusti per scattare, alterna pause di recupero a momenti di gioco più intenso. Guiderà la Lazio anche al Bentegodi. Continuerà a giocare, anche se qualche dubbio (da fuori e pensando alle prossime sette partite in venti giorni) viene. Se hai in panchina gente come Floccari, Zarate, Kozak e Rocchi puoi pensare di vincere con il Chievo anche senza Klose, soprattutto se dopo quattro giorni si torna in campo a Londra per sfidare il Tottenham. Petkovic, però, ha intenzione di toccare il meno possibile l’assetto. Punterà sui suoi uomini migliori, a partire da Klose. Tutta la Lazio intende calare il tris di vittorie. Ecco perché s’affiderà ancora al tedesco, che ha dato piene garanzie e dimostrato una determinazione feroce: «Dobbiamo vincere, io voglio vincere tutto. Con la Lazio voglio non solo andare in testa, ma anche restare in vetta» ha dichiarato a Sport Bild.

PAZIENZA –

Nello stesso servizio del giornale tedesco, Klose ha raccontato di non avere scoperto in Italia l’hobby della pesca. «Lo pratico attivamente da dodici anni, durante i quali ha frequentato un corso di pesca sportiva con la mosca e consumato già quaranta canne da pesca. Una volta all’anno riunisco un gruppo di amici per andare a pescare». E’ capitato alla fine di luglio, quando è andato sul delta del Po in vacanza. La sua attrezzatura, estremamente sofisticata, comprende perfino una speciale lampada-sveglia per le escursioni. «Miro così può andare a riposare in tenda nella certezza che la soneria collegata con la canna scatterà quando il pesce abbocca all’amo svegliandolo dal sonno in tempo per recuperare la preda» scrive Sport Bild. L’arte del centravanti consiste nell’attendere il pallone giusto. «Fare gol e pescare sono paragonabili. In entrambi i casi devi avere pazienza e aspettare il momento giusto per potere colpire fulmineamente con la massima freddezza» ha raccontato Miro. L’ultima volta, al Bentegodi, aveva pescato una doppietta facendo felice Reja. Petkovic spera di essere accontentato nello stesso modo.

(fonte Cds)

Cittaceleste.it

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