IL TEMPO – Albertini: «Lazio da Europa. Ora basta litigi»

IL TEMPO – Albertini: «Lazio da Europa. Ora basta litigi»

IL CORRIERE DELLO SPORT «Questa Lazio vale l’Europa, ma può raggiungerla solo se tutti remano dalla stessa parte». Altre soluzioni non ce ne sono, secondo Demetrio Albertini. Una vita e tanti successi con la maglia del Milan (cinque scudetti, tre supercoppe nazionali, due coppe dei Campioni, due supercoppe europee e…

di redazionecittaceleste

IL CORRIERE DELLO SPORT

«Questa Lazio vale l’Europa, ma può raggiungerla solo se tutti remano dalla stessa parte». Altre soluzioni non ce ne sono, secondo Demetrio Albertini. Una vita e tanti successi con la maglia del Milan (cinque scudetti, tre supercoppe nazionali, due coppe dei Campioni, due supercoppe europee e una Intercontinentale), una stagione e un trionfo in Coppa Italia con la Lazio appena uscita dall’era Cragnotti e sull’orlo del fallimento prima dell’avvento di Claudio Lotito.
Ora Albertini fa il vicepresidente della Federcalcio e sarà il capo delegazione della nazionale azzurra al Mondiale brasiliano, ma non dimentica il passato, i 14 anni al Milan e anche la tribolata stagione a Roma. «Ho vissuto una transizione delicata – ricorda l’ex biancoceleste – la società era in smantellamento, eppure i tifosi sono rimasti sempre molto vicini alla squadra e alla fine abbiamo anche vinto la Coppa Italia».

Come si spiega questa contestazione?
«Non ne conosco i motivi veri: leggo le diverse campane, ognuno ha le sue ragioni. Conosco bene l’affetto del tifo laziale, del resto Lotito ha salvato la società e ha messo il bilancio a posto con una gestione solida. Ma una cosa è certa: per fare bene bisogna ritrovare la giusta sinergia tra società, squadra e ambiente».

Come se ne esce?
«Non lo so ma apprezzo molto il lavoro di mediazione fatto da Reja. Lui è un uomo di campo, sa benissimo quanto una contestazione del genere può togliere alla squadra. I giocatori ne sono condizionati, è inevitabile: nei momenti difficili il pubblico è fondamentale, senza un aiuto la squadra soffre. Per questo apprezzo Reja».

L’Europa League è ancora possibile?
«Se spera ancora il Milan, a maggior ragione deve farlo la Lazio. I punti che dividono la squadra di Reja dal sesto posto sono assolutamente recuperabili, ma solo a una condizione: tutte le componenti devono remare dalla stessa parte».

Al Milan è caos, Maldini è stato molto duro verso Galliani: che ne pensa?
«Alcuni suoi concetti sono condivisibili, altri meno, ma ora il Milan è in piena difficoltà e la tempistica delle critiche è discutibile: ci sono momenti adatti per poter riflettere, non penso abbia maturato questi pensieri dopo la sconfitta con il Parma. La società rossonera ha grande esperienza, ha affrontato anche tanti momenti difficili, ora ha solo bisogno di tranquillità».

È giusto, come sostiene Maldini, dare spazio agli ex calciatori in società?
«Oggi non ci sono più bandiere e i vecchi giocatori possono portare il senso d’appartenenza perso negli ultimi anni, ma questo dipende alla strategie societarie. Non è facile, bisogna individuare le persone giuste per i diversi ruoli».

Tornerebbe al Milan se la chiamassero?
«Ora sono concentrato sul Mondiale, l’interrogativo non si pone: non posso rispondere sulla base di mere ipotesi».

Chi vince domenica tra Lazio e Milan?
«Non c’è un favorito. Il Milan ha valori superiori ma bisogna capire quanto i rossoneri vogliano ancora lottare per ribaltare il trend negativo».

Questione decadenza Lotito: ne discuterete in Consiglio federale?
«La situazione è abbastanza delicata. Non si possono fare ipotesi, bisogna aspettare le valutazioni ufficiali nel contesto delle Noif e dello statuto».

Capitolo nazionale: Prandelli porterà Totti e Cassano?
«Il ct tiene sempre le porte aperte fino all’ultimo, come ha dimostrato due anni fa convocando Di Natale per l’Europeo: il 13 maggio scopriremo se ci saranno novità». (Daniele Palizzotto)

 

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