IL TEMPO – Bazzani «evitato» da Lotito e Tare

IL TEMPO – Bazzani «evitato» da Lotito e Tare

IL TEMPO – La costante, quanto inutile, «ricerca di un contatto» con la Lazio. Al punto che il faccendiere Francesco Bazzani si riduce ad attendere «nei pressi dello spogliatoio dell’Olimpico» pur di «poter parlare con qualcuno» del club di Claudio Lotito. Un approccio che non va in porto: la dirigenza…

IL TEMPO – La costante, quanto inutile, «ricerca di un contatto» con la Lazio. Al punto che il faccendiere Francesco Bazzani si riduce ad attendere «nei pressi dello spogliatoio dell’Olimpico» pur di «poter parlare con qualcuno» del club di Claudio Lotito. Un approccio che non va in porto: la dirigenza «lo evita». Questo svela l’incartamento giudiziario della Procura di Cremona, nel quarto filone d’indagine sul calcioscommesse.
Il capitolo è quello dedicato alla Lazio e ai rapporti con Bazzani che, a conti fatti, si riducono a uno scambio di sms col calciatore Cristian Brocchi che – stando a quanto si legge – non svelano particolari penalmente rilevanti ma solo un’amicizia. Come gli sms dell’11 maggio scorso, che Bazzani invia a Brocchi dopo la decisione di quest’ultimo di dare «l’addio al calcio» per un grave infortunio. «Giornata triste», scrive il faccendiere. «Pronto per una nuova avventura… un abbraccio», ribatte il calciatore. Ma agli atti ci sono anche sms che per la Procura dimostrerebbero il tentativo di trovare «un contatto» con i vertici societari. Il 30 aprile si registra uno scambio di sms tra i due, in cui si parla della successiva partita che Lazio-Bologna del 5 maggio. «Ciao vecchio sei a Roma domenica? Verrei a vedere la partita», scrive Bazzani. «Ciao Mezzo – risponde Brocchi – No non ci sarò… mandami i dati che ti lascio il biglietto (…) prima della fine organizzo una due giorni infrasettimanale». Il faccendiere, così, cerca di farsi portare al centro sportivo di Formello, dove la squadra si allena. Ma il calciatore non può fare molto: «Io praticamente non ci vado più – spiega – E poi per entrare a Formello bisogna avere l’autorizzazione da Tare (Igli, direttore sportivo, ndr)… Noi non possiamo portare nessuno senza il suo permesso». Secondo gli stessi investigatori, dunque, «le acquisizioni qui rappresentate fanno ritenere l’interessamento dello scommettitore bolognese (Bazzani, ndr) ad incontrare il giocatore e a recarsi a Formello, finalizzato anche a poter incontrare imprecisati appartenenti all’entourage della società laziale e, verosimilmente, per poter affrontare anche aspetti relativi alle vicende oggetto della presente indagine». Tuttavia, si tratta di «valutazioni» che gli investigatori basano sulla successiva telefonata che lo stesso 5 maggio, durante Lazio-Bologna, terminata 6 a 0, Bazzani fa a Marina Muroni. Contattata telefonicamente la donna preferisce non rilasciare dichiarazioni, salvo precisare che ha un’agenzia di viaggi e che ha alcuni rapporti anche col mondo del calcio dovuti alla sua attività professionale. Secondo le indagini, però, la donna sarebbe in contatto con «le utenze utilizzate da alcuni appartenenti al gruppo dei bolognesi e, in particolare, con i noti Beppe Signori e Francesco Giannone», entrambi finiti nel primo filone del calcioscommesse. Bazzani, come già emerso, chiama la donna nel tentativo di farsi passare il direttore sportivo della Lazio, Tare. Un’operazione che si rivelerà totalmente inutile. Il testo della telefonata: Bazzani (B): «Marina (…) ma sei seduta lì dietro Tare?».
Muroni (M): «Sì».
B: «E riesci a passarmelo un attimo?»
M: «Perché sta parlando con un altro fitto fitto… gli dico di chiamarti, gli dico di chiamarti…?».
B: «No se riesci a passarmelo che gli devo solo dire una cosa, tanto non mi chiama…riesci?… lo conosci te?».
M: «No perché è arrivato…no…per niente».
B: «È arrivato Lotito?».
M: «Si si si».
B: «Ma no…se no, perché avevo visto prima che non c’era Lotito per quello».
Per gli investigatori, «la telefonata in argomento dimostra, oltre al forte interesse di Bazzani a parlare con Tare, una possibile e logica pregressa conoscenza con lo stesso, in passato, prima di essere direttore sportivo della Lazio, con trascorsi calcistici a Bologna nelle stagioni 2003/2004 e 2004/2005». Ma non solo, perché negli atti si legge che «l’insistenza e convinzione del Bazzani di poter parlare con Tare è tale da ricorrere anche ad una persona intermediaria (in questo caso la Muroni) forse per il sospetto che Tare avrebbe remore a parlare con lui direttamente, come si evince dagli stralci delle telefonate intercettate e riportate (Muroni: «gli dico di chiamarti»; Bazzani: «No se riesci a passarmelo che gli devo solo dire una cosa, tanto non mi chiama»)».
C’è da dire che la ricostruzione investigativa non è basata su dati certi ma su interpretazioni di telefonate. Dato certo, invece, è che Bazzani al termine della partita con il Bologna resta per diverso tempo all’esterno dello spogliatoio della Lazio pur di incontrare «qualcuno» della società. Negli atti, infatti, si legge che «il tentativo del Bazzani non si riduce all’approccio telefonico. Egli, addirittura, si reca nei pressi dello spogliatoio dell’Olimpico per poter parlare con qualcuno». Un fatto che emerge da una conversazione che l’uomo ha con la moglie, affermando che «sono qui fuori dagli spogliatoi…se vedo qualcuno…». In conclusione, Bazzani «cerca un contatto che, dall’altra parte, viene probabilmente evitato».

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