IL TEMPO – Colpe divise tra società, tecnico e giocatori

IL TEMPO – Colpe divise tra società, tecnico e giocatori

Ormai è un calvario ed è difficile intravederne la fine. La Lazio si è abituata a perdere, non reagisce di fronte alle avversità e sta buttando via una stagione che sembrava essere più che positiva. E invece le otto sconfitte del girone di ritorno, un crollo verticale imprevedibile nemmeno dai…

Ormai è un calvario ed è difficile intravederne la fine. La Lazio si è abituata a perdere, non reagisce di fronte alle avversità e sta buttando via una stagione che sembrava essere più che positiva. E invece le otto sconfitte del girone di ritorno, un crollo verticale imprevedibile nemmeno dai tifosi più pessimisti, ha acuito una crisi senza via d’uscita. A meno che non ci sia un’inversione di tendenza nelle prossime cinque partite di campionato. La finale di Coppa Italia resta l’ancora di salvataggio a cui aggrapparsi ma è lontana e il risultato finale è tutt’altro che scontato. Quindi, l’Europa sta scivolando via con quei miseri dodici punti conquistati nel ritorno, la posizione in classifica è sempre più deludente anche se la speranza di rialzarsi c’è sempre.
Non è ancora tempo di bilanci definitivi, di certo le responsabilità di questo calo vanno equamente divise tra tutte le componenti biancocelesti. La società, complice anche una difficile congiuntura economica, si è fidata troppo di alcuni giocatori che stanno confermando i soliti difetti emersi nelle ultime due stagioni. Poi a gennaio serviva qualche rinforzo o almeno non cedere Scaloni che sarebbe stato utile per sostituire l’infortunato Konko (evento prevedibile visti i precedenti). Non si possono dimenticare le colpe di Petkovic che sta riuscendo nell’impresa di fare peggio di Ballardini (il suo girone d’andata fu una catastrofe nel 2009). Qualche scelta discutibile e troppi infortuni: anche lui non è esente da responsabilità per questo passaggio a vuoto negli ultimi due mesi che sta ridimensionando la stagione biancoceleste. Infine, la squadra che conferma preoccupanti limiti di personalità oltre che di tenuta fisica. Senza fare nomi, anche stavolta la Lazio è stata mollata da molti suoi leader. Se anche a Udine gli unici due che ci mettono il cuore sono gli incerottati Ledesma e Gonzalez, c’è davvero poco da stare allegri.

Il Tempo

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy