IL TEMPO – «Cori offensivi da tutte le curve»

IL TEMPO – «Cori offensivi da tutte le curve»

I tifosi reagiscono, le curve fanno fronte comune com’era facilmente prevedibile. Le nuove norme di Fifa e Uefa recepite dalla Figc stanno scatenando un caos, chiudendo stadi e allontando ancora di più la gente dagli stadi. Di fronte a un nemico comune, stavolta una legge molto discutibile che sta determinando…

I tifosi reagiscono, le curve fanno fronte comune com’era facilmente prevedibile. Le nuove norme di Fifa e Uefa recepite dalla Figc stanno scatenando un caos, chiudendo stadi e allontando ancora di più la gente dagli stadi. Di fronte a un nemico comune, stavolta una legge molto discutibile che sta determinando sanzioni dure (così come era successo per la tessera del tifoso) è scattata la mobilitazione degli ultras di tutta Italia.
Nemici negli stadi, uniti nella mentalità di non accettare senza ribellarsi il calcio moderno e soprattutto una limitazione che sembra esagerata. Ieri il legislatore, animato da principi condivisibili, è riuscito nell’impresa impossibile di mettere d’accordo le tifoserie di Milan e Inter. Per solidarietà alla chiusura del «Meazza» per Milan-Udinese del prossimo 19 ottobre la Curva Nord nerazzurra, ha diramato un comunicato che ha il sapore di una chiamata alle armi a tutti gli ultras di buona volontà: «Tutte le curve facciano cori discriminanti per arrivare ad una domenica di totale chiusura degli stadi: è questo l’auspicio per una forma di protesta coalizzata. Ci riserviamo di proporre iniziative popolari coordinate con altri tifosi, ultras, con gli stessi tifosi dell’altra squadra della nostra città, con i nostri gemellati, con i nostri rivali storici e con chiunque comprenda lo sbalorditivo tentativo di imporre alle nostre menti un perbenismo alieno». La Curva Nord nerazzurra ha poi sottolineato l’esistenza di «partiti politici che si fondano sulla discriminazione territoriale», oltre a focalizzarsi su quelle che, a loro dire, risultano essere le lacune della nuova normativa anti-razzismo, fondata sulla «scienza della scaletta dell’insulto, dove “Milano in fiamme” si può e “Napoli colera” no, dove un ululato a Balzaretti che viene espulso o a Gattuso si può, ma un ululato a Balotelli no».
La dura presa di posizione arriva a breve distanza da quello della Curva Sud milanista subito dopo la sanzione imposta dalla Federcalcio per i cori di domenica a Torino nella partita contro la Juve: «Siamo ancora una volta vittima – secondo la nota degli ultras milanisti – di leggi che puniscono soltanto ciò che dà fastidio, ovvero il tifoso allo stadio».
La deriva della norma è servita, non ci sono più dubbi che quella legge stia acuendo i tanti problemi del calcio italiani. Ancora non c’è stata una risposta ufficiale delle altre tifoserie ma l’antipasto di domenica scorsa con i napoletani che si autoinsultano ed espongono lo striscione «Napoli Colera» fa pensare che la mobilitazione possa essere generale, anche considerando i rapporti tiepidi tra i tifosi di Napoli e Inter solitamente molto difficili ma ora uniti nella lotta. C’è da giurare nell’appoggio di laziali e veronesi gemellati con i nerazzurri ma, come specifica il comunicato, qui c’è in gioco ben altro che un’antipatia storica tra tifoserie contrapposte. A questo punto occorre una riflessione seria per evitare l’ennesima brutta figura per il nostro pallone: immaginate stadi tutti vuoti se alla ripresa del campionato l’adesione fosse totale e il giudice sportivo dovesse squalificare tutto il campionato di serie A. Serve un intervento per combattere il razzismo, quello vero. (Il Tempo)

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