IL TEMPO – La Lazio non sa più segnare

IL TEMPO – La Lazio non sa più segnare

Senza attacco e senza futuro, per lo meno a medio termine. Nella crisi infinita della Lazio c’è un minimo comune denominatore: l’ingiustificata latitanza delle punte. Il pareggio senza reti di Parma è solo l’ultimo segnale, i dati sono impietosi: nel girone di ritorno i biancocelesti hanno realizzato appena 12 gol,…

Senza attacco e senza futuro, per lo meno a medio termine. Nella crisi infinita della Lazio c’è un minimo comune denominatore: l’ingiustificata latitanza delle punte. Il pareggio senza reti di Parma è solo l’ultimo segnale, i dati sono impietosi: nel girone di ritorno i biancocelesti hanno realizzato appena 12 gol, meglio solo del Pescara ultimo in classifica (due punti e 8 reti messe a segno nel ritorno). E limitando l’analisi alle ultime 8 gare di campionato i numeri sono ancora peggiori, con soli 3 gol realizzati.
Un trend negativo e preoccupante, reso ancora più evidente dalla partita del Tardini. Una sfida giocata sotto ritmo dalla Lazio nei primi 45 minuti, ma poi ben interpretata nella mezz’ora finale, quando la squadra di Petkovic ha creato almeno quattro evidenti occasioni da rete e probabilmente avrebbe meritato la vittoria. E qui, però, arriviamo al tasto dolente: gli errori sotto porta. Radu e Kozak ricorderanno a lungo le semplici occasioni fallite al Tardini, ma il problema è generale: Klose non segna da oltre quattro mesi (l’ultima rete risale addirittura al 16 dicembre 2012, l’1-0 decisivo contro l’Inter), Floccari è sparito dopo i 4 gol realizzati tra gennaio e febbraio, il capocannoniere di Coppa Kozak non ha mai trovato la porta quest’anno in serie A, mentre è inutile ricordare il non pervenuto Saha – sbarcato a Roma più per conoscere la città che per giocare a calcio – e il fuori rosa Zarate.
Un problema a medio termine – perché l’unico attaccante sicuro di restare a Formello è il 35enne Klose (contratto in scadenza nel 2014), mentre Floccari (2014) e Kozak (2015) potrebbero partire (il ceco ha un ottimo mercato fuori dall’Italia) – ma soprattutto nel breve periodo. Il pareggio di Parma ha relegato la squadra di Petkovic all’8° posto in classifica ma l’Europa League è distante solo tre punti. Ci sono da scavalcare tre squadre, è vero, però il calendario parla a favore della Lazio: gli impegni in casa contro Bologna (domenica prossima alle 15) e Sampdoria (sabato 11 maggio alle 18) sono alla portata della squadra di Petkovic, così come la trasferta finale di Trieste per la sfida al Cagliari (19 maggio). Tre squadre senza più obiettivi concreti in questo campionato, a differenza dei biancocelesti.
L’esito della volata finale della Lazio, quindi, potrebbe passare dalla gara contro un’Inter disastrata (in programma tra 8 giorni): con 10 punti il 5° posto non è un sogno. Poi però, archiviato anche l’atteso ultimo atto della Coppa Italia, bisognerà necessariamente rifondare un attacco in profonda crisi.

Il Tempo

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