IL TEMPO – Lazio Sfida al tabù

IL TEMPO – Lazio Sfida al tabù

IL TEMPO A Udine per dimenticare il passato, remoto e prossimo. All’ora di pranzo la Lazio torna al Friuli – teatro nefasto nelle ultime stagioni – con una missione ben precisa: confermare i leggeri progressi mostrati nelle prime tre gare del Reja-bis e ritrovare finalmente la vittoria in trasferta. I…

IL TEMPO

A Udine per dimenticare il passato, remoto e prossimo. All’ora di pranzo la Lazio torna al Friuli – teatro nefasto nelle ultime stagioni – con una missione ben precisa: confermare i leggeri progressi mostrati nelle prime tre gare del Reja-bis e ritrovare finalmente la vittoria in trasferta.

I dati sono noti: la Lazio ha chiuso il girone d’andata al nono posto con 24 punti, raccogliendo appena cinque pareggi e altrettante sconfitte lontano dall’Olimpico (soltanto Atalanta, Livorno e Catania hanno fatto peggio in trasferta). Un trend negativo, per non dire fallimentare, deludente leit motiv dell’intero 2013, un anno in cui i biancocelesti hanno portato a casa appena 10 punti in 19 trasferte: undici sconfitte, sette pareggi e una sola vittoria, datata 8 maggio 2013, oltre otto mesi fa.

Archiviato anche il deludente 0-0 ottenuto la scorsa settimana sul campo del Bologna, ora la Lazio deve cambiare marcia, anche perché il calendario non è amico (dopo l’Udinese ci sarà la gara casalinga con la Juventus e poi la complicata trasferta di Coppa Italia col Napoli). «Sia noi che l’Udinese veniamo da un momento poco felice – ha osservato Reja – sarà una partita equilibrata ma vogliamo vincere per agganciare la parte alta della classifica. Per la legge dei grandi numeri prima o poi dobbiamo ritrovare i tre punti in trasferta e al Friuli, dove negli ultimi anni siamo stati sfortunati (l’ultima vittoria risale al primo aprile 2007, ndr)».

L’obiettivo è chiaro, le condizioni per realizzarlo anche. Innanzitutto Reja deve ritrovare il miglior Hernanes, un fantasma contro il Bologna forse perché distratto dal mercato: «Io lo vedo sereno – ha dichiarato il tecnico biancoceleste – per ora sono solo voci, anche se da qui al 31 gennaio possono succedere tante cose». In secondo luogo la Lazio deve migliorare il proprio gioco e, pur senza Konko e Radu, confermare i progressi difensivi mostrati nelle ultime gare: «In settimana ho provato anche la difesa a tre – ha ammesso Reja – un’opzione che potrà rivelarsi utile magari non dall’inizio, ma a gara in corso».

Per tornare a lottare nelle zone alte della classifica – come accaduto nelle due ultime stagioni dirette da Reja quando fu proprio l’Udinese ad infrangere i sogni Champions della Lazio – ci vorrà del tempo, così come per ritrovare la migliore condizione fisica: «Se avessi l’intera settimana a disposizione potrei fare un lavoro atletico preciso – ha spiegato il tecnico goriziano – ma abbiamo tante partite da affrontare. Tornare ad alti livelli non è semplice, perché in questo momento siamo un cantiere aperto: il rinnovamento è in atto, l’obiettivo a breve termine è inserire i giovani più interessanti come Anderson, Keita e Onazi affinché la Lazio possa contare su tre o quattro nuovi titolari. Detto questo, però, a Udine voglio vedere i progressi mostrati dalla squadra in settimana». Per i sogni bisogna attendere: oggi alla Lazio servono i tre punti.

 

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