IL TEMPO – Lazio sotto processo

IL TEMPO – Lazio sotto processo

Una Lazio da serie B. A guardare indietro, all’eccezionale girone d’andata concluso al 2° posto, sembra impossibile, ma è tutto vero: se la serie A si fosse aperta con la prima giornata del girone di ritorno, oggi la Lazio occuperebbe un misero 18° posto in classifica, davanti solo al disastroso…

Una Lazio da serie B. A guardare indietro, all’eccezionale girone d’andata concluso al 2° posto, sembra impossibile, ma è tutto vero: se la serie A si fosse aperta con la prima giornata del girone di ritorno, oggi la Lazio occuperebbe un misero 18° posto in classifica, davanti solo al disastroso Pescara (appena 2 punti in 14 partite, uno a Palermo e l’altro proprio ieri con la Roma) e al deludente Parma a quota 10.
I 39 punti record del girone d’andata sono un lontano ricordo. La realtà è impietosa: i 12 punti del ritorno lasciano la Lazio appaiata al Genoa, a due lunghezze dalla zona «salvezza» occupata dal Palermo. E i dati complessivi non sono certo più incoraggianti. I risultati della 33ª giornata lasciano per la prima volta la squadra biancoceleste fuori dall’Europa. Altro che Champions League: a cinque partite dal termine del campionato la Lazio è 7ª, scavalcata anche da Inter e Roma, e affiancata dall’Udinese, contro cui i biancocelesti sono però ancora in vantaggio grazie alla differenza reti degli scontri diretti. Con queste premesse, il processo alla crisi biancoceleste è inevitabile. Gli alibi per allenatore e squadra sono indiscutibili, a partire dai numerosi infortuni capitati nella seconda parte di stagione. Perdere Klose e Mauri insieme per due mesi, pedine fondamentali per i meccanismi offensivi della Lazio, è un handicap molto difficile da affrontare, come spiegato dai dati: nel girone d’andata i biancocelesti avevano messo a segno 28 gol, nel ritorno appena 12. E da quando Klose (3 febbraio a Genoa) e Mauri (sei giorni dopo contro il Napoli) si sono fatti male, il rendimento offensivo della Lazio è precipitato: 6 gol nelle ultime 10 gare, addirittura 3 nelle ultime 7. In pratica un disastro.
A questo vanno aggiunte le difficoltà difensive, senz’altro condizionate dal deciso calo fisico della Lazio. Il fortino inespugnabile costruito da Petkovic ad agosto – capace di incassare solo 19 gol nelle prime 20 gare – si è all’improvviso dissolto. Nelle ultime 13 partite la Lazio ha subito 21 reti, altra cifra da retrocessione. Dati che fanno preoccupare persino Petkovic: «Siamo vuoti – ha ammesso dopo il ko di Udine – sono preoccupato, mi aspetto di più dai miei giocatori». Giocatori che, però, hanno perso l’entusiasmo e la voglia dopo l’eliminazione dall’Europa League, quanto meno a sentire Mauri: «In questo momento ci manca un po’ di autostima – ha spiegato – abbiamo perso l’entusiasmo». Frasi dure e preoccupanti, così come il rendimento in trasferta della Lazio: i punti raccolti lontano dall’Olimpico sono finora 16, meno della metà di quelli ottenuti in casa (35). La finale della Coppa Italia, obiettivo principale in questa ultima parte di stagione, si gioca per fortuna all’Olimpico. Ma arrivarci senza nulla in mano è troppo pericoloso per la Lazio.

FONTE: (iltempo)

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