IL TEMPO – Mauri «Il pari va bene»

IL TEMPO – Mauri «Il pari va bene»

IL TEMPO Dalla Roma alla Roma, dal 26 maggio al 9 febbraio: Stefano Mauri è tornato. Lo ha fatto nella partita più importante, nel match più sentito, nell’appuntamento clou della stagione. Quarantacinque minuti per riprendersi la Lazio, dimenticare il passato e guardare con ottimismo al futuro. Ma l’incubo è vivo,…

IL TEMPO

Dalla Roma alla Roma, dal 26 maggio al 9 febbraio: Stefano Mauri è tornato. Lo ha fatto nella partita più importante, nel match più sentito, nell’appuntamento clou della stagione. Quarantacinque minuti per riprendersi la Lazio, dimenticare il passato e guardare con ottimismo al futuro. Ma l’incubo è vivo, sei mesi d’inferno, la ferita brucia ancora: l’arresto, i domiciliari, il processo, e quel 10 gennaio 2014 come giorno della liberazione.
Eppure il rientro in campo non è stato dei migliori, Mauri non è in condizione, dovrà lavorare sodo per ritrovare la forma di una volta: «Ho bisogno di giocare per aumentare il ritmo partita – ha spiegato al termine del match il centrocampista brianzolo – loro spingevano molto, noi potevamo fare meglio le ripartenze ma il punto ci sta bene».
Reti bianche al derby, fermata la corsa scudetto dei giallorossi, il pareggio è un risultato positivo. Per la Lazio è il sesto risultato utile consecutivo in campionato: «Siamo di nuovo un gruppo compatto, dobbiamo crescere sotto certi aspetti, ma le basi ci sono. In fase offensiva cercheremo di fare meglio, ma dal punto di vista difensivo la squadra è ottima. Speriamo di mettere benzina nelle gambe e tornare a volare».
Da Formello all’Olimpico, il riscaldamento, il pre-gara, per Stefano Mauri è stato come viaggiare indietro nel tempo. Il calore della gente non è mai mancato: «I tifosi sono sempre stati con me, ora devo tornare in fretta il più forte possibile. Quello che ho passato non è stato semplice però sono contento di essere rientrato. Giocare dopo sei mesi è veramente difficile, ma sono di nuovo qui. È stata una sensazione strana, particolare. Sembrava quasi il primo giorno di scuola, a 34 anni non è normale ma va bene così. L’importante è tornare a fare quello che più mi piace».
L’emozione continua, le prestazioni dovranno migliorare, il capitano adesso avrà una settimana di tempo per preparare al meglio la trasferta di Catania. E in questi giorni discuterà anche il rinnovo con la Lazio, in scadenza giugno 2014, ma la volontà è chiara: «Spero di chiudere la carriera a Roma – spiega il centrocampista – sto aspettando la chiamata del presidente per il rinnovo, ma la mia intenzione la conoscono tutti. Il dopo Petkovic? Abbiamo cambiato modo di giocare, ma la differenza è che ora siamo più sereni e il fatto che facciamo anche punti ci fa entrare in campo con maggiore convinzione. Non è stato un bellissimo derby, ma queste non sono gare semplici, servirebbe sempre un gol all’inizio, restano però partite particolari quindi va bene anche così».
La salita è finita, il periodo nero è alle spalle, per Mauri adesso torna il sereno. Dovrà guadagnarsi la fiducia del tecnico, proverà in tutti i modi a ritagliarsi ancora un ruolo da protagonista. Attualmente è fuori forma, a 34 anni cerca il riscatto della vita. Arriverà solo attraverso il sudore, ma di sicuro Reja ha ritrovato un elemento fondamentale, decisivo per la rincorsa all’Europa League che può permettere di studiare anche soluzioni tattiche alternative. Duecentocinquantanove giorni dopo, la Lazio ha di nuovo il suo capitano.

 

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