IL TEMPO – Perea ai tifosi: «Non ci lasciate soli»

IL TEMPO – Perea ai tifosi: «Non ci lasciate soli»

IL TEMPO Una speranza, anzi un sogno. A pochi giorni dalla seconda tappa della contestazione del popolo laziale contro la gestione del presidente Lotito, Brayan Perea lancia un appello. «Capisco la rabbia dei tifosi, hanno ragione – ha dichiarato l’attaccante colombiano ai microfoni di Lazio Style Radio – Ora, però,…

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Una speranza, anzi un sogno. A pochi giorni dalla seconda tappa della contestazione del popolo laziale contro la gestione del presidente Lotito, Brayan Perea lancia un appello. «Capisco la rabbia dei tifosi, hanno ragione – ha dichiarato l’attaccante colombiano ai microfoni di Lazio Style Radio – Ora, però, abbiamo bisogno del loro sostegno: spero siano sempre in tanti allo stadio per questo finale di stagione».

Perea sogna, ma la protesta della Nord sembra trovare ampia risposta nel tifo biancoceleste, come già accaduto il 23 febbraio per la sfida al Sassuolo. Allora, oltre 40mila persone riempirono l’Olimpico per manifestare il proprio dissenso nei confronti della gestione Lotito in modo civile ma molto rumoroso; domenica pomeriggio, per la partita contro l’Atalanta, la Nord ha invece lanciato l’idea della diserzione di massa, finora accolta dal popolo laziale: i biglietti venduti per la sfida sono appena 1.100. Se il trend resterà tale nei prossimi giorni, sarà difficile superare quota 2mila tagliandi: in pratica un Olimpico deserto, pur contando qualche presenza tra i 23mila abbonati.

Per questo Perea ha voluto mandare un messaggio ai tifosi: «L’aiuto del nostro pubblico è fondamentale – ha osservato il giovane attaccante colombiano, arrivato la scorsa estate dal Deportivo Calì dopo un tira e molla terminato solo il 2 settembre per il fallimento della trattativa Yilmaz – giocare con lo stadio pieno e il sostegno dei tifosi è importante in questo momento, perché con la vittoria ottenuta a Firenze abbiamo capito che possiamo fare bene in serie A. Peccato per l’eliminazione dall’Europa League, è stata tutta colpa nostra, ma ora vogliamo recuperare posizioni in campionato».

Perea chiama i tifosi e guarda avanti con fiducia, nonostante i primi sei mesi in Italia siano stati difficili: non tanto per i soli cinque gol realizzati in 22 presenze, quanto per l’apporto troppo spesso impalpabile al gioco biancoceleste. «In Italia il lavoro del centravanti è duro – ha spiegato Perea – bisogna stare sempre attenti, le squadre sono chiuse, è difficile segnare tre o quattro gol in una partita, bisogna sfruttare ogni opportunità. Io mi impegno sempre al massimo: quando non trovo il gol cerco almeno di rendermi utile con il pressing, ma a me piace segnare».

Con Klose in fase calante, Floccari mai al meglio prima della cessione al Sassuolo e l’oggetto misterioso Postiga, la Lazio ha chiesto subito molto, forse troppo al 21enne colombiano, alle prese con un difficile ambientamento. «Klose mi insegna tante cose – ha raccontato Perea – quando gioco con lui arretro un po’, in genere preferisco stare al centro, ma voglio sempre migliorare. Reja ha portato fiducia, mi dà sempre i consigli giusti. Ho segnato il primo gol in serie A contro l’Atalanta? Vero, mi piacerebbe farne un altro domenica, ma l’importante è conquistare i tre punti». Per riuscirci, però, la Lazio non potrà contare sull’aiuto dei tifosi, mai come ora «impegnati» nella contestazione al presidente Lotito. Nonostante l’appello del Coco Perea.

 

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