IL TEMPO – Petkovic, il rinnovo slitta…

IL TEMPO – Petkovic, il rinnovo slitta…

Una nuvola sul futuro. Una nuvola bianca, per ora, ma poi chissà. Perché la firma di Vladimir Petkovic sul nuovo contratto con la Lazio sembrava una semplice formalità, e invece ora non lo è più. Il motivo è semplice: il tecnico non ha fretta, nella prima stagione italiana ha mostrato…

Una nuvola sul futuro. Una nuvola bianca, per ora, ma poi chissà. Perché la firma di Vladimir Petkovic sul nuovo contratto con la Lazio sembrava una semplice formalità, e invece ora non lo è più. Il motivo è semplice: il tecnico non ha fretta, nella prima stagione italiana ha mostrato il proprio valore, ha attirato l’attenzione dei grandi club e non è affatto spaventato dalla scadenza dell’accordo con il club biancoceleste, fissata al 30 giugno 2014.
Al contrario, Petkovic vuole valutare bene il futuro. Più volte, negli ultimi mesi, il tecnico di Sarajevo ha rivendicato con orgoglio i risultati ottenuti con la Lazio («Per voi è una sorpresa vedermi ancora qui – ha osservato Petkovic appena sbarcato ad Auronzo – pochi mi davano credito») e ha spostato in avanti la firma sul nuovo contratto: «In questo momento è la mia ultima priorità – ha spiegato il tecnico – la Lazio mi ha dato tanto, ma anche io ho dato qualcosa: ora siamo pari, voglio proseguire il mio lavoro, il resto arriverà da solo».
Il «resto» potrebbe essere l’offerta della Lazio, ma non solo. La società biancoceleste ha apprezzato il lavoro svolto da Petkovic e soprattutto il trionfo in Coppa Italia, importante per la qualificazione in Europa League e soprattutto per la scia d’entusiasmo lasciata tra i tifosi. Il presidente Lotito e il direttore sportivo Tare hanno pianificato questa stagione insieme al tecnico di Sarajevo, a partire dal mercato. Nell’incontro post-derby e nel successivo summit andato in scena a Gubbio, in occasione dello scudetto della Primavera, Petkovic ha chiesto rinforzi giovani in ruoli specifici ed è stato accontentato dalla società: al di là dell’attaccante, per ora in stand-by per il sovraffollamento del reparto (se Kozak, Alfaro e Sculli non partono, nessuno arriverà), la società ha centrato tutti gli obiettivi prefissati, ultimo il rinnovo dell’ex fuori rosa Cavanda, giocatore molto apprezzato dal tecnico.
Tutto questo, però, non è sufficiente. Perché Petkovic sta bene alla Lazio e pensa alla Supercoppa («Vogliamo arrivarci al massimo, per noi è importante. Quale modulo? Non ne avremo uno fisso, dobbiamo sorprendere i nostri avversari»), ma alcuni aspetti non lo convincono appieno. Il tecnico di Sarajevo vorrebbe partecipare maggiormente alle scelte «gestionali»: lo scorso anno non ha gradito l’intransigenza della società sui fuori rosa o la scelta del ritiro in vista della finale di Coppa Italia. E poi c’è la questione infortuni, non sempre gestiti al meglio dal punto di vista medico.
«Per la firma non c’è fretta», ha sempre detto il presidente Lotito. E Petkovic sembra essere d’accordo, anche se nella classifica degli stipendi percepiti dagli allenatori di serie A, il tecnico di Sarajevo figurava lo scorso anno addirittura al 13° posto dietro Pioli, Donadoni, Ventura e Colantuono. «Per il rinnovo non posso decidere da solo», ha ammesso Lotito. E in effetti, stavolta, la decisione sembra nelle mani dell’«incerto» Petkovic. (Daniele Palizzotto)

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