In cerca del Lulic perduto

In cerca del Lulic perduto

Un re irriconoscibile. Quasi in decadenza. Fino a qualche mese fa, bastava solo nominarlo e tutto si illuminava, ma da un po’ di tempo anche su Senad Lulic, l’icona del 26 maggio, c’è qualche ombra che offusca la luce. Il giocatore stenta infatti a ritrovarsi. Non che si sia dimenticato…

Un re irriconoscibile. Quasi in decadenza. Fino a qualche mese fa, bastava solo nominarlo e tutto si illuminava, ma da un po’ di tempo anche su Senad Lulic, l’icona del 26 maggio, c’è qualche ombra che offusca la luce. Il giocatore stenta infatti a ritrovarsi. Non che si sia dimenticato il suo gesto, anche perché il gol che ha permesso alla Lazio di conquistare una coppa Italia storica non verrà mai archiviato, ma il tempo passa per tutti e quando sei considerato una specie di Messia, da te si aspettano sempre qualcosa in più. Per la verità non è che l’anno scorso il jolly biancoceleste abbia brillato, ma quel derby e quella rete hanno cancellato tutto o quasi. All’inizio della stagione il ragazzo era una specie di intoccabile e se anche non sfoderava prestazioni illuminanti, pazienza, a lui veniva perdonato ogni cosa. Adesso però, di tempo ne è passato e pure su di lui si comincia a nutrire qualche piccola perplessità, ovviamente tecnica.

UNA PASSIONE PERICOLOSA Forse, l’onda incredibile di entusiasmo, in un certo senso l’ha travolto e anche un po’ tramortito. Naturale e fin troppo normale. Non che si sia montato la testa, ma un momento di evidente difficoltà c’è stato, perché l’esaltazione è bella e travolgente, ma bisogna saperla controllare e domare. D’altronde, Senad è una persona perbene, un ragazzo semplice e introverso e tutto quello che gli è capitato dal 26 maggio in poi non le aveva mai provate in tutta la sua carriera di calciatotre. Sul campo il biancoceleste non riesce più a ripetere i gesti tecnici che l’avevano reso micidiale. Le sue accelerazioni improvvise sono un lontano ricordo e più di qualche tifoso se ne comincia ad accorgere, e così qualche fischio se l’è beccato pure lui. Per non parlare del suo modo di accentrarsi, dribblare un paio di avversari e tentare la botta dalla distanza. Movimenti che diverse volte hanno permesso alla Lazio di segnare o comunque di sbloccare il risultato. Sembra quasi impaurito, come se non fosse più sicuro della sua forza e, forse, Petkovic, il suo mentore, ha qualche responsabilità.

 

SIRENE STRANIERE?

Per Reja è un giocatore fondamentale, tanto che il goriziano non ci rinuncia quasi mai. E poco importa che non sia al massimo, prima o poi si ritroverà. L’anno scorso Lulic ha firmato un contratto fino al 2017, ma non è escluso che a fine stagione voglia cambiare aria. Nonostante non stia attraversando un gran momento, Senad è un calciatore molto stimato. La Juve e l’Inter sarebbero disposte a prenderlo, anche se ha estimatori anche in Inghilterra e in Germania. 

Il Messaggero

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